Jasmine Paolini sta ritrovando la sua strada. L’esordio al WTA 1000 di Wuhan è particolarmente rappresentativo: il 6-3 6-4 ottenuto contro la ceca Sara Bejlek, una delle giovani più promettenti e in forma del circuito, è un importante dimostrazione di livello e una grande iniezione di fiducia.

La numero uno azzurra approda dunque al secondo turno del ‘1000’ cinese, dove aspetta la vincitrice di un match tra altre due promesse (o già realtà?) del tennis mondiale: da un lato l’allieva di Francesca Schiavone, la classe 2008 austriaca Lili Tagger, e dall’altro Nikola Bartunkova, connazionale e coetanea di Bejlek, come lei nella stagione della consacrazione sul circuito maggiore.

In ripresa

La stagione di Jasmine è stata particolarmente tribolata dal punto di vista degli infortuni, soprattutto il problema al piede sinistro che l’ha afflitta per diverse settimane a partire dalla primavera sulla terra battuta. Queste difficoltà, unite alle normale incertezze dovute a un riassestamento fuori dalla top 5 del mondo che si era conquistata tra il 2024 e inizio 2025, hanno reso il 2026 della toscana molto spezzettato e frustrante.

Le Final Eight di Billie Jean King Cup 2026, nonostante l’eliminazione dell’Italia in semifinale, potrebbero essere state uno spartiacque per le sensazioni in campo di Paolini: dalla vittoria contro una Qinwen Zheng che poi ha dimostrato un discreto stato di forma (fresca campionessa al WTA 1000 di Pechino 2026), l’ex numero 4 del mondo sembra aver voltato pagina, tornando a godersi la competizione. La dimostrazione di questa svolta sta proprio nella reazione alla sconfitta contro Daria Snigur al primo turno di Pechino: Paolini non ha permesso alla delusione di avere strascichi perché la condizione è in miglioramento, e sul medio termine questo conta più di qualsiasi risultato immediato.