La presenza di Jannik Sinner agli US Open 2026 non è ancora certa. Il numero uno del mondo ha completato a Torino il ciclo di terapie al ginocchio destro ed è tornato nella sua residenza di Montecarlo, dove nei prossimi giorni continuerà ad allenarsi per verificare la risposta dell’articolazione.

Il forfait al Masters 1000 di Cincinnati aveva inevitabilmente fatto scattare l’allarme, soprattutto considerando la vicinanza dell’ultimo torneo del Grande Slam della stagione. Al momento, tuttavia, non ci sono elementi per sostenere che il problema sia diventato più grave né per parlare di un’elevata probabilità di rinuncia. La partecipazione rimane in dubbio, ma dal suo entourage filtra anche un cauto ottimismo.

Le terapie a Torino e il ritorno sul campo

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Sinner si sarebbe sottoposto dall’inizio di agosto a un ciclo di terapie con onde d’urto per curare quella che viene indicata, senza una diagnosi ufficiale, come una probabile infiammazione tendinea al ginocchio destro.

Il trattamento è stato effettuato al J|Medical di Torino, sotto la supervisione dello staff sanitario. Simone Vagnozzi non è il preparatore atletico di Sinner, come indicato nel testo originale, ma uno dei suoi allenatori. Il tecnico marchigiano ha seguito il numero uno del mondo nella ripresa del lavoro con la racchetta.

Prima di lasciare Torino, Sinner ha svolto un test sul campo del Circolo della Stampa Sporting. Le sensazioni sarebbero state moderatamente positive, ma non ancora sufficienti per sciogliere definitivamente le riserve. Tornato a Montecarlo, l’azzurro si è allenato proprio con Vagnozzi e continuerà a valutare il ginocchio attraverso sessioni progressivamente più intense.

Sinner partirà solamente se si sentirà al cento per cento

La linea scelta da Sinner e dal suo gruppo di lavoro è molto chiara: il viaggio verso New York avverrà solamente se il giocatore avrà la certezza di poter affrontare un torneo al meglio dei cinque set senza rischiare di aggravare il problema.

Non ci sarà quindi una partenza con l’obiettivo di recuperare completamente durante i primi turni. Il ginocchio dovrà rispondere positivamente ai cambi di direzione, alle scivolate e alle sollecitazioni di un allenamento disputato ad alta intensità.

Gli US Open inizieranno il 30 agosto. Restano dunque dodici giorni per prendere una decisione e, in caso di via libera, raggiungere gli Stati Uniti con un margine sufficiente per adattarsi ai campi e alle condizioni climatiche di Flushing Meadows.

Il tempo non manca, ma la situazione è resa più delicata dalla lunga assenza dalle competizioni. Sinner non disputa una partita dalla finale di Wimbledon del 12 luglio, vinta contro Alexander Zverev, e non gioca sul cemento dalla conquista del Masters 1000 di Miami alla fine di marzo.

Nessuna prova che si tratti di un problema grave

È necessario distinguere i fatti dalle ipotesi. L’infortunio al ginocchio destro è stato confermato ufficialmente dall’ATP al momento del forfait da Cincinnati, ma non è stata resa nota una diagnosi precisa. La possibile natura tendinea del fastidio è un’indiscrezione giornalistica e non una comunicazione dello staff del giocatore.

Non è quindi corretto affermare che il problema, inizialmente considerato lieve, si sia rivelato più serio. È invece corretto sottolineare che Sinner non ha ancora ricevuto dal campo tutte le risposte necessarie per confermare la propria presenza a New York.

La rinuncia a Cincinnati rientra nella tradizionale prudenza con la quale l’italiano gestisce il proprio fisico. Il numero uno del mondo non vuole trasformare un sovraccarico o un’infiammazione in un problema capace di condizionare la parte finale della stagione e, soprattutto, il prosieguo della carriera.

Anche Alcaraz non ha ancora confermato la presenza

L’incertezza riguarda anche Carlos Alcaraz. Il campione in carica degli US Open non disputa un incontro ufficiale da aprile, quando si ritirò dal torneo di Barcellona prima del secondo turno a causa di un problema al polso destro.

L’infortunio lo ha costretto a saltare l’intera parte più importante della stagione sulla terra battuta, compreso il Roland Garros, e successivamente anche il Queen’s e Wimbledon. Alcaraz aveva programmato il rientro a Cincinnati, ma ha dovuto rinunciare perché non ancora pronto per sostenere le sollecitazioni di una competizione ufficiale.

Negli ultimi giorni sono comunque arrivati segnali incoraggianti. Lo spagnolo ha aumentato l’intensità del lavoro e si è allenato a Murcia insieme a Holger Rune. La sessione con un avversario di alto livello rappresenta un passo significativo, ma non equivale ancora alla conferma della sua presenza agli US Open.

New York rischia di perdere finalista e vincitore del 2025

Se entrambi dovessero rinunciare, gli US Open perderebbero il campione e il finalista dell’ultima edizione: Alcaraz conquistò infatti il titolo del 2025 battendo proprio Sinner nell’atto conclusivo.

Parlare già oggi di una loro probabile assenza sarebbe però eccessivo. Le situazioni sono differenti: Sinner ha completato le terapie e sta verificando la risposta del ginocchio, mentre Alcaraz deve valutare se il polso sia pronto per sostenere il ritorno immediato in un torneo dello Slam dopo oltre quattro mesi senza partite.

I prossimi allenamenti saranno decisivi. New York attende i due grandi protagonisti del tennis contemporaneo, ma entrambi hanno scelto la stessa linea: nessuna forzatura e nessun rischio se il fisico non offrirà garanzie complete.