I derby non sempre sono partite “belle”, c’è spesso una elettricità sottostante che può guastare il normale flusso del gioco, oltre a condizioni davvero rapide per gli standard attuali del tour che premiano tantissimo il servizio. E quando anche la posta in palio è altissima (la qualificazione per le Nitto ATP Finals) la tensione può farla da padrone e indirizzare una partita. Così è andata nel primo quarto di finale del Rolex Paris Masters, il derby a stelle e strisce tra Ben Shelton e Tommy Paul, con l’attuale n.4 ATP che la spunta per 6-4 4-6 6-3 dopo un’ora e trequarti di partita non esaltante, dominata dal servizio e decisa da pochissimi punti, i tre break, due ottenuti da Ben e uno da Tommy. La sconfitta costa cara al 29enne del New Jersey: solo arrivando in finale la porta per le Finals di Torino si sarebbe aperta, e questo oltre alla sua eliminazione dalla contesa vale la qualificazione matematica anche per Frances Tiafoe, che giocherà la kermesse ATP di fine anno per la prima volta in carriera.

Shelton ha disputato una partita di alto profilo al servizio, con l’82% di prime in gioco vincendo oltre il 70% dei punti sia con la prima che con la seconda. Paul era partito a sua volta molto forte, anzi quasi meglio di Ben, ma sul 5-4 è incappato in un turno di battuta terribile che gli è costato il parziale. Shelton ha ricambiato il favore concedendo un break in apertura del secondo set, senza riuscire a recuperare o conquistare una chance. Il terzo set, e match, si è deciso con un altro game davvero mal condotto da Paul sul 2-1, con un evidente calo ed errori pagati con la sconfitta. Non molti gli scambi divertenti, in un match fin troppo regolare e condotto dal servizio. Tommy ha una buona risposta ma non è riuscito a trovare le misure all’avversario, forse anche cercando fin troppo l’anticipo su traiettorie complesse da affrontare. Shelton si conferma tennista ormai solido, forte di una battuta clamorosamente efficace ma anche più pazienza negli scambi. Semmai in risposta non è stato così efficace, cercando a volte soluzioni troppo affrettate o con un colpo bloccato di qualità modesta. È stato tuttavia sufficiente a battere il connazionale e centrare la sua prima semifinale nell’ultimo mille in stagione, dove attende l’esito del match tra Van Assche e Hijikata e comunque vada sarà nettamente favorito domani.

L’incontro scorre via rapido nelle prime fasi, con Paul che cerca di incidere in risposta e mettere in campo tutta la sua rapidità, mentre Shelton si affida alla potenza del servizio e non vuole entrare negli scambi. Entrambi servono quasi solo prime in campo, quindi in risposta solo le briciole. In meno di 15 minuti lo score è già 3-2 Shelton, con soli 6 punti vinti da chi risponde (5 da Paul). Poca pazienza da parte di entrambi nei rari scambi, difficilmente si superano i 5 colpi, con Shelton spedito sul 4-3. Tommy non riesce a pungolare il rovescio di Ben; Shelton non trova la chiave per tenere fermo Paul con la sua potenza quando risponde. Più creativo il 29enne del New Jersey, con un tocco col diritto e finta magnifico nell’ottavo game, miglior giocata tecnica finora nel match. Dopo 4 turni perfetti, incredibilmente Paul si incarta totalmente da solo servendo sotto 5-4. Un diritto malamente forzato dal centro, eccesso di rotazione del tutto fermo coi piedi, quindi un doppio fallo gli costa la prima palla break del match, è anche set point. Lo cancella con una bordata di servizio a 221 km/h, ma nel punto successivo Tommy commette un altro doppio fallo e stavolta Shelton entra a tutta con la risposta e trova un diritto vincente che fulmina il connazionale. 6-4 Shelton.

Crollata la qualità complessiva del match dopo una prima fase impeccabile dei due. È Ben a crollare al servizio nel primo game del secondo set, con tre errori uno più brutto dell’altro, e break concesso a 15 a Paul, che può ripartire facendo corsa di testa e con un turno a 15 vola avanti 2-0. Tanti gli errori, anche Paul col rovescio in scambio (di solito un colpo che tira ad occhi chiusi). Il parziale torna ad avanzare spedito sui turni di battuta, con Ben troppo falloso in risposta e Tommy attento a mettere sempre la prima e non regalare niente, giocando solo in sicurezza. Una fase non esaltante della partita, con pochi spunti e un pubblico quasi silente visto lo spettacolo non eccelso. Sul 4-3 Paul concede qualcosa, sembra anche un po’ scarico con le gambe, tanto che Shelton con un paio di buone risposte porta il game ai vantaggi. Nel momento del bisogno, Paul ritrova la battuta, la chance di contro break non arriva e quindi nel turno successivo impatta il conto dei set sul 6-4.

La temperatura del match sale nel secondo game del terzo parziale. Paul serve ma sul 30-15 è Shelton ad attaccare con qualità, 30 pari. Poi è Tommy a scendere a rete ma sbaglia il tempo dell’attacco, la demi-volée è difficile e non passa la rete. 30-40, palla break, rarità nel match e quindi importante. È lo scambio più lungo e bello del match, con Ben bravo a spingere anche col rovescio, quindi si butta a rete col back ma Tommy arriva bene stavolta con rovescio e trova un passante cross molto difficile e vincente. Applausi. L’equilibrio non si rompe (1-1). Dopo un turno di battuta rapidissimo di Shelton, di nuovo Paul è in crisi alla battuta: doppio fallo e poi un diritto che arriva a mala pena a rete tanto è mal centrato. 0-30. Un errore col diritto in spinta costa a Tommy il 15-40, stavolta le chance sono due. Shelton si fa trovare pronto: risposta aggressiva sulla seconda e quindi diritto vincente che pizzica la riga. Break e 3-1 per il nativo di Atlanta, pronto a sfruttare il passaggio a vuoto del connazionale. Non ci sono altri sussulti, fino al 5-3, con Ben al servizio per chiudere. Paul si prende il primo punto con un grande attacco, quindi si ritrova sotto 15-30 con un doppio fallo. Si prende un bel rischio Shelton con un attacco nemmeno così profondo ma capitalizzato da una volée alta molto bella oltre che efficace. Con una bordata di servizio al 228 km/h, ecco il match point. Poco fortunato Paul con un diritto d’attacco che esce di pochissimo. Termina 6-3 per Ben, prima semifinale all’ultimo 1000 della stagione. Una partita non eccelsa, con qualche fiammata di qualità e la conferma di un Ben più solido e terribilmente efficace con la battuta.