Quando si dice “non muore mai…”, ma che finale amaro di una grande partita, una lotta magnifica per intensità e colpi. Impressionante la resistenza, la durezza fisica e mentale e la straordinaria classe mostrata da Novak Djokovic nel corso dell’ATP 500 di Pechino e anche nella semifinale lottatissima contro Daniil Medvedev, ma una partita così avvincente finisce “male” per una pallata tirata dal russo dopo aver perso il punto del 15 pari sul 5-3 del secondo set, con il serbo al servizio per chiudere. La palla tirata dal moscovita colpisce in faccia uno spettatore in prima fila, costretto ad uscire dalla tribuna, e da regolamento scatta la inevitabile squalifica. Finisce 7-5 5-3 squalifica di Medvedev, con Djokovic che resta così imbattuto nel torneo di Pechino e vola in finale, dove lo attende Alex De Minaur.

in aggiornamento

MEDVEDEV YOU EVIL BUM HIS ANTICS TODAY HAVE BEEN CRAZY https://t.co/5YMyYgndHW

— kim (@kimdfwu_) October 5, 2026

Già dopo pochi punti si capisce immediatamente che l’incontro sarà una lotta palla su palla, con in campo grande fisicità e resistenza in scambi sfiancanti, anche dal punto di vista mentale. Djokovic alla battuta soffre subito, non è velocissimo nello scattare sulla palla e Medvedev cerca gli angoli e il contro piede. Con qualche errore di troppo il serbo affronta e annulla tre palle break, mentre il primo game del russo vola via liscio. Si scambia di più e si sprinta maggiormente con Novak alla battuta, fino al 2 pari quando la bagarre diventa fortissima e l’intensità di gioco massima. Buon livello, con un tennis cerebrale e di corsa, con entrambi che attendono qualche colpo per l’entrata decisa. Djokovic scivola sotto 15-40, rimonta, salva anche una terza palla break con una resistenza estrema, e piegandosi sulle gambe, ma il braccio ferro è durissimo e alla quarta chance Medvedev scappa avanti con un break conquistato con vera durezza, fisica e mentale. Daniil paga lo sforzo nel turno successivo: infatti non trova punti comodi col servizio e cercando di accelerare i tempi col diritto sbaglia troppo. Altra battaglia feroce e alla quarta palla break Djokovic si riprende il game, per il 3 pari (oltre 40 minuti di gioco per soli 6 game, a sottolineare quanto la battaglia sia finora terribile). Dopo un paio di game interlocutori, con i due a rifiatare, ecco che sul 4 pari di nuovo la lotta si riaccende, con Medvedev pronto ad accelerare forte sul lungo linea per guadagnare campo e attaccare. Djokovic salva una palla break ai vantaggi spingendo al massimo sui lungo linea, prendendosi non pochi rischi vista l’anticipo e velocità dei colpi (e poi trova pure una volée in allungo di pura opposizione tanto bella quanto fortunata). Il serbo su porta 5-4, e pressa dalla risposta contrattaccando in modo spettacolare. Medvedev scivola sotto 0-30, quindi rimonta e sul 30 pari attacca con una smorzata maldestra, anche mal mascherata, e viene punito da Djokovic, che così arriva a set point. Con un gran servizio esterno e poi comodo diritto sul net, Medvedev si salva e il set si allunga. Sul 6-5, Medvedev sbaglia di poco un rovescio lungo linea (sarebbe stato vincente) e poi commette doppio fallo, per un nuovo 0-30. Spettacolare pressing di Djokovic dal centro del campo, sempre più intenso e preciso, si crea lo spazio e infila il rivale col diritto, per lo 0-40 e tre Set Point. La battuta del russo è scomparsa, e sul 15-40 di nuovo la scelta della palla corta è perdente, con un tocco troppo lungo e il successivo passante in rete. Djokovic 7-5, un set meritato per la resistenza e anche più spunti offensivi rispetto al rivale, che a sua volta deve recriminare per le troppe chance non sfruttate (8, con solo una trasformata). 80 minuti per un set.

Medvedev traballa in avvio del secondo set, quando con troppi errori (e una fiammata di Djokovic) concede una palla break già delicata, ma la cancella col servizio (1-1) quindi è il serbo a soffrire, moltissimo, nel terzo game. Il gioco è duro, più volte “Nole” si piega sulle gambe già nel secondo game, e il suo secondo turno di battuta diventa un calvario, anche per il rovescio di Medvedev assai pungente. 0-30 e poi 0-40 con un errore di diritto, ma Novak annulla le tre palle break (la terza con un errore terribile di Daniil sotto rete, col diritto al volo invece che la volée). Medvedev non ne sfrutta altre 3 (sei in totale!), un po’ troppo attendista in scambio quando in alcuni momenti avrebbe potuto spingere di più col rovescio, tanto che il serbo si porta sul 2-1, in grande sofferenza ma resistendo (13 palle break annullate dal serbo finora, su 14). Anche servendo sul 2 pari Djokovic va in sofferenza, si prende anche lo warning per ritardo nel servire e va sotto. 30-40, nuova palla break e nuovo scambio duro, ma è bravo il serbo a rallentare col back di rovescio e vincere l’ennesimo duro palleggio. Poi due fiammate: risposta vincente del russo (e nuova PB) ed Ace del serbo. Ancora una volta Novak resiste (3-2) ed in risposta attacca per primo, trovando una riga piena sul 30 pari che gli vale una palla break. Medvedev attacca la rete in contro tempo e “si arrangia”, ma in qualche modo riesce a chiudere la porta. Con due ottime risposte e un poca pazienza del rivale, è Djokovic a scappare avanti col break, 4-2. Daniil quindi si siede sulla panchina e chiama il medical time out, facendosi massaggiare la spalla destra. Alla ripresa Novak sembra un po’ svuotato, un doppio fallo e un attacco lentissimo, tanto che concede il contro break sul 30-40 (bellissimo rovescio vincente del russo) per il 4-3. Si è scosso Daniil, ora indugia di meno e attacca prima, una tattica che impedisce al serbo di comandare e lo porta subito a correre, ma provoca anche errori. Un diritto largo costa al russo il 15-40. Un nuovo diritto in rete, su di una risposta profondissima, condanna Medvedev al break, 5-3 Djokovic. Incredibilmente Medvedev con un gesto di rabbia dopo aver perso il secondo punto tira una pallata sui teloni ma la palla rimbalza e va su di uno spettatore, seduto nella prima fila, colpendolo proprio in faccia. Scende il giudice di sedia Lahyani, e constato il fatto scatta da regolamento la squalifica. Che brutto finale di una partita davvero avvincente.