Daniil Medvedev è stato squalificato nel corso della semifinale dell’ATP 500 di Pechino 2026 per aver colpito uno spettatore con una pallata, seppur involontariamente. Sul punteggio di 7-5 5-3 15-15, il russo ha reagito al punto vinto da Novak Djokovic colpendo al volo la pallina dopo che era rimbalzata sui teloni di fondocampo. In questo modo ha colpito uno spettatore, ricevendo il “default“. Nella prassi arbitrale, i due elementi decisivi per il default immediato sono l’intenzionalità e il risultato del gesto. Se un giocatore cerca deliberatamente di colpire qualcuno, può essere squalificato anche senza riuscirci; se invece il gesto è involontario, il default può essere disposto quando la pallina raggiunge una persona provocandole conseguenze fisiche. È sufficiente che ricorra una delle due circostanze. Il semplice contatto, in assenza di intenzionalità e di un danno apprezzabile, non determina invece automaticamente la squalifica, come dimostrano alcuni precedenti controversi.
I precedenti: da Shapovalov a Djokovic
L’ultimo tennista prima di Medvedev a ricevere “default” nel corso di un torneo ATP fu Denis Shapovalov nel corso dell’ATP 500 di Washington 2024. Il canadese non fu squalificato per una pallata, ma per aver insultato uno spettatore. Shapovalov perse la testa sul 3-6 del tie-break del parziale decisivo fracassando la propria racchetta a terra. Uno spettatore gli disse qualcosa e il mancino classe 1999 reagì rispondendo a tono. Il canadese fu protagonista in negativo anche durante gli ottavi di finale di Coppa Davis 2017. All’epoca, il 17enne Shapovalov perse la testa nel corso del terzo set contro Kyle Edmund, scagliando una pallata che colpì in pieno volto il giudice di sedia provocandolgi una frattura dell’orbita. Anche in quell’occasione perse per default.
Nel 2023 anche Marc Polmans subì lo stesso provvedimento per una pallata, curiosamente sempre in Cina. Al turno decisivo delle qualificazioni per il Masters 1000 di Shanghai, l’australiano mancò il match point sul 7-6 6-6 e scagliò la palla in preda alla frustrazione. Anch’egli colpì il giudice di sedia, consegnando l’accesso al tabellone a Stefano Napolitano. Il default più famoso di tutti rimane probabilmente quello di Novak Djokovic durante lo US Open 2020. Negli ottavi di finale contro Pablo Carreno Busta, il serbo subì un break sul 5-5 del primo set e scagliò la palla verso il fondo del campo. Colpì involontariamente un giudice di linea alla gola e fu conseguentemente squalificato dal torneo, perdendo punti e montepremi.
Casi simili, ma nessun default
Altre circostanze simili non hanno portato ad una squalifica. Una di queste riguarda Terence Atmane che, nella stessa giornata di Medvedev, ha rischiato grosso durante il primo turno di qualificazioni del Masters 1000 di Shanghai. Il francese, sul 2-2 nel terzo set contro Bernard Tomic, ha deliberatamente lanciato la propria racchetta dopo un rovescio finito in corridoio, rischiando di colpire giudice di sedia e spettatori. Fortunatamente la racchetta è rimbalzata sulla balaustra, nessuno è stato colpito e Atmane ha ricevuto solo un warning.
Sorte analoga per Lorenzo Musetti nei quarti di finale del Roland Garros 2025. Il carrarino calciò una pallina passatagli da un raccattapalle e colpì una giudice di linea sulla spalla. La forza del colpo, decisamente minore rispetto ad una palla colpita dalla racchetta, non provocò traumi alla giudice e salvò Musetti dal default. Anche Alex Michelsen, all’ATP 250 di Winston-Salem 2024, rischiò grosso: colpì una spettatrice, ma questa rassicurò il “chair umpire” di non aver riportato conseguenze. L’arbitro optò dunque per un warning.
Durante il terzo turno di Wimbledon 2022 anche Stefanos Tsitsipas rischiò molto. Provocato più volte da Nick Kyrgios, il greco scagliò prima la palla verso il pubblico (mancando gli spettatori per pochi centimetri) e poi sul tabellone del punteggio, ricevendo un warning e successivamente un punto di penalità. Anche Arthur Fils corse un grosso rischio al termine della partita di secondo turno del Masters 1000 di Montecarlo 2025. Il francese, vincitore 6-2 6-4 contro Flavio Cobolli, dopo il match point esultò scagliando la palla verso l’alto. Non considerò altezza e distanza dagli spalti, rischiando così di colpire gli spettatori. Ciononostante, non fu squalificato dal torneo.
La regola
Intenzionalità e risultato sono dunque i due elementi centrali nella valutazione del default. Se il tennista cerca deliberatamente di colpire qualcuno, la squalifica può arrivare indipendentemente dall’esito del gesto. Quando manca l’intenzione, diventa invece decisivo il risultato: l’impatto e le conseguenze riportate dalla persona colpita. Basta che ricorra una delle due circostanze perché il supervisor possa applicare il default immediato. Non ogni contatto comporta quindi automaticamente la squalifica. Forza e direzione del colpo, pericolosità del gesto e condizioni della persona raggiunta concorrono alla decisione. I casi di Musetti e Michelsen hanno suscitato dure reazioni e mostrano quanto possa essere sottile — e talvolta controverso — il confine interpretativo.
