Si ferma al terzo turno il cammino di Andrey Rublev al Masters 1000 di Cincinnati. Il russo, testa di serie numero 13, è stato sconfitto da un solidissimo Nuno Borges con il punteggio di 6-3, 6-4 in appena un’ora e 12 minuti.
Un risultato sorprendente non soltanto per la posizione in classifica dei due giocatori — Rublev è numero 18 del mondo, Borges numero 47 — ma soprattutto per i precedenti: il russo aveva vinto tutti e cinque i confronti diretti, cedendo complessivamente un solo set. Il portoghese è riuscito finalmente a invertire la tendenza, ottenendo uno dei successi più importanti della propria stagione.
Borges più lucido nei momenti decisivi
Fin dai primi scambi è apparso evidente come Borges fosse entrato in campo con un piano preciso: servire con efficacia, mantenere profondità negli scambi e non permettere a Rublev di comandare con continuità attraverso il dritto.
Il portoghese ha gestito meglio i punti importanti, trasformando tre delle quattro palle break avute a disposizione. Rublev, al contrario, ha concretizzato soltanto una delle quattro opportunità costruite in risposta.
Il primo set si è deciso grazie alla maggiore solidità del numero uno portoghese. Rublev ha provato ad alzare il ritmo, ma non è riuscito a trovare la consueta continuità nei colpi da fondo. Borges ha approfittato delle difficoltà del russo, proteggendo il vantaggio e chiudendo la frazione per 6-3.
Anche nel secondo parziale Rublev ha tentato di cambiare l’inerzia dell’incontro, senza però riuscire a mettere realmente sotto pressione il proprio avversario. Borges è rimasto ordinato, ha concesso pochissimo nei propri turni di battuta e ha sfruttato un altro passaggio a vuoto del russo per conquistare il break decisivo sul 2 pari. Il 6-4 finale ha certificato una vittoria meritata e mai realmente in discussione.
Il servizio fa la differenza
I numeri spiegano bene la superiorità mostrata da Borges. Il portoghese ha messo a segno otto ace contro i cinque di Rublev e ha conquistato il 77% dei punti giocati con la prima di servizio. Il russo si è fermato al 66%.
Borges ha inoltre vinto nove dei dieci turni di battuta disputati, mentre Rublev ha mantenuto il servizio solamente in sei occasioni su nove. Una differenza significativa in una partita breve, nella quale ogni opportunità ha assunto un peso ancora maggiore.
Il portoghese ha dimostrato di saper assorbire la potenza dell’avversario senza perdere campo, costringendo Rublev a cercare soluzioni sempre più rischiose. Il russo non è mai riuscito a trovare quella sequenza di accelerazioni capace di cambiare la direzione del match.
Prima vittoria di Borges contro Rublev
Il successo assume un valore particolare perché interrompe il dominio di Rublev nei confronti diretti. Il russo aveva battuto Borges cinque volte, comprese le due sfide già disputate nel 2026: nei quarti di finale di Hong Kong e al terzo turno del Roland Garros.
A Parigi, Rublev si era imposto con il punteggio di 7-5, 7-6(2), 7-6(2), vincendo entrambi i tie-break con grande autorità. A Cincinnati il copione è stato completamente diverso: Borges non ha permesso al russo di trascinare i set verso un finale punto a punto e ha chiuso la partita senza bisogno di ricorrere al tie-break.
Per il portoghese si tratta del primo accesso agli ottavi di finale a Cincinnati e del miglior risultato ottenuto nel torneo dell’Ohio. Al prossimo turno affronterà il vincente della sfida tra Daniil Medvedev e Brandon Nakashima.
Un’altra delusione per Rublev
La sconfitta rappresenta invece un passo indietro per Rublev, finalista a Cincinnati nel 2021 e arrivato negli Stati Uniti con l’obiettivo di ritrovare continuità sul cemento.
Il russo resta inoltre fermo a 199 vittorie sul duro nel decennio: contro Borges inseguiva il successo numero 200, traguardo già raggiunto in questo periodo solamente da Daniil Medvedev e Jannik Sinner.
La potenza non è bastata contro un avversario più continuo e concreto. Borges ha giocato una partita estremamente pulita, scegliendo bene i momenti nei quali accelerare e mostrando grande freddezza sulle palle break. Rublev, invece, lascia Cincinnati prima degli ottavi e con nuovi interrogativi da risolvere in vista dello US Open.
