La crescita nella classifica mondiale porta con sé maggiore visibilità, attenzione mediatica e riconoscibilità. Ma la popolarità può avere anche un lato molto meno piacevole. Terence Atmane lo ha raccontato in un’intervista concessa al quotidiano francese L’Équipe, soffermandosi sulle pressioni alle quali sono sottoposti i tennisti e su un inquietante episodio vissuto durante il Masters 1000 di Roma.

Il ventiquattrenne francese, attualmente numero 45 del mondo, ha parlato degli insulti ricevuti sui social network, spesso provenienti da persone che hanno perso delle scommesse. Messaggi offensivi e talvolta minacciosi che aumentano la pressione sugli atleti e impongono una maggiore attenzione anche nella vita privata.

Atmane ha quindi ricordato quanto accaduto nella capitale italiana nel corso di questa stagione. Un episodio inizialmente interpretato come una manifestazione particolarmente insistente di affetto da parte di alcuni appassionati, ma diventato rapidamente molto più serio.

“A Roma ho avuto paura”

Il francese aveva notato la presenza costante di alcuni tifosi davanti all’albergo nel quale soggiornava durante il torneo. In un primo momento aveva pensato che quelle persone potessero averlo semplicemente seguito dopo averlo riconosciuto.

«Una volta, a Roma, ho avuto paura. Avevo notato alcuni tifosi che si trovavano continuamente davanti al mio hotel. Pensavo che mi avessero seguito e inizialmente non ritenevo la situazione particolarmente grave», ha raccontato Atmane.

La vicenda ha assunto una dimensione completamente differente quando una di quelle persone è riuscita ad arrivare davanti alla sua camera.

«A un certo punto uno di loro ha bussato alla porta della mia stanza. Ho poi scoperto che aveva inserito un AirTag, un dispositivo di localizzazione, all’interno di una borsa che aveva lasciato per me».

Il tifoso aveva dunque regalato o fatto recapitare una borsa al giocatore, nascondendo al suo interno il dispositivo. Se l’oggetto fosse rimasto con Atmane, l’AirTag avrebbe permesso al proprietario di individuarne la posizione attraverso la rete “Dov’è” di Apple.

Dieci minuti davanti alla porta senza sapere come reagire

Atmane si è ritrovato davanti alla porta della propria camera con una persona della quale non conosceva le reali intenzioni. Il tifoso avrebbe cominciato a raccontargli la propria vita, trattenendolo per circa dieci minuti.

Il francese ha spiegato di essersi sentito impreparato e di non aver saputo immediatamente come comportarsi. Pur non essendoci state conseguenze fisiche, la situazione gli ha provocato paura perché era impossibile prevedere quale potesse essere la reazione dell’uomo.

«Non sapevo come reagire e ho avuto un po’ di paura. Non si può mai sapere come possano comportarsi le persone. Adesso presto molta più attenzione», ha ammesso.

Non è quindi corretto ridurre la vicenda a un episodio semplicemente “curioso” o dare per certe le buone intenzioni del tifoso. Nascondere un dispositivo di localizzazione in un oggetto consegnato a una persona senza il suo consenso costituisce una grave violazione della privacy, indipendentemente dal fatto che non si siano poi verificate conseguenze peggiori.

La pressione dei social e il ruolo delle scommesse

Il racconto si inserisce nella riflessione più ampia di Atmane sull’esposizione pubblica dei tennisti. A differenza di quanto avviene negli sport di squadra, il giocatore è spesso l’unico destinatario della rabbia di chi ha perso una scommessa e può ricevere centinaia di messaggi subito dopo una sconfitta.

Profili personali facilmente individuabili, calendari pubblici e informazioni sugli alberghi possono trasformare l’insulto virtuale in un problema di sicurezza reale. L’episodio di Roma ha fatto comprendere ad Atmane quanto sia necessario proteggere maggiormente gli spostamenti, evitare di rendere pubblici alcuni dettagli e controllare con attenzione regali e oggetti ricevuti.

Questo non significa che il tifoso dell’AirTag fosse necessariamente collegato al mondo delle scommesse: Atmane ha affrontato i due argomenti all’interno della stessa riflessione, ma non ha stabilito un legame tra quella persona e gli scommettitori che lo insultano sui social.

Cincinnati 2025 gli ha cambiato la vita

La popolarità di Atmane è aumentata soprattutto dopo la sorprendente cavalcata compiuta al Masters 1000 di Cincinnati 2025. Il francese arrivò in Ohio da numero 136 del mondo e dovette superare anche le qualificazioni.

Nel tabellone principale sconfisse Yoshihito Nishioka, Flavio Cobolli, Joao Fonseca, Taylor Fritz e Holger Rune. I successi contro Fritz e Rune rappresentarono le sue prime vittorie contro avversari appartenenti alla Top 10.

Atmane raggiunse così la prima semifinale della carriera nel circuito maggiore, arrendendosi soltanto a Jannik Sinner con il punteggio di 7-6(4), 6-2. Quella settimana gli permise di guadagnare 67 posizioni e di entrare per la prima volta nella Top 100, salendo fino al numero 69.

La sua crescita è proseguita nel 2026. Il francese ha raggiunto il proprio primato personale al numero 41 ATP nel mese di aprile e oggi occupa la posizione numero 45. Risultati che hanno inevitabilmente aumentato l’attenzione nei suoi confronti, soprattutto negli Stati Uniti, dove ha ottenuto alcune delle migliori prestazioni della carriera.

Il racconto dell’AirTag dimostra però come la notorietà possa superare rapidamente il confine tra entusiasmo e invasione della vita privata. Atmane non ha riportato conseguenze, ma da quella sera a Roma ha imparato a controllare con maggiore attenzione ciò che riceve e le informazioni relative ai propri spostamenti.