Alexander Zverev porta la Germania alle Final 8 di Coppa Davis, ma subito dopo la qualificazione torna ad attaccare il formato moderno della competizione.

Il tedesco ha vissuto un fine settimana praticamente perfetto ad Halle. A pochi giorni dal trionfo agli US Open, Zverev ha mantenuto l’impegno preso con la nazionale e ha conquistato entrambi i propri singolari, risultando decisivo nel 3-1 con cui la Germania ha eliminato la Croazia.

Nella prima giornata aveva superato Matej Dodig per 6-4, 7-6(3). Domenica, dopo il successo in doppio di Kevin Krawietz e Tim Puetz su Nikola Mektic e Mate Pavic, Zverev ha chiuso definitivamente l’eliminatoria battendo Dino Prizmic per 6-2, 6-4.

Ma proprio l’atmosfera vissuta alla Heristo Arena ha spinto Zverev a tornare su un argomento che gli sta particolarmente a cuore.

Il tedesco non considera le Final 8 disputate in sede unica la vera essenza della Coppa Davis.

Secondo Zverev, una parte fondamentale della competizione risiede nelle eliminatorie giocate in casa e in trasferta, nella possibilità di rappresentare il proprio Paese davanti ai propri tifosi o di affrontare un pubblico completamente schierato con gli avversari.

Dopo il successo contro la Croazia, Sascha ha definito quella vissuta ad Halle “la vera Coppa Davis” e ha espresso chiaramente le proprie perplessità sul torneo che si disputerà a Bologna a novembre.

«La Coppa Davis è storia, non denaro», ha sottolineato Zverev, sostenendo che non ogni competizione debba necessariamente essere organizzata principalmente intorno agli aspetti economici.

Il suo pensiero è piuttosto netto: giocare davanti a migliaia di sostenitori tedeschi, sentire il peso della maglia e vivere un intero weekend dedicato a una sfida tra due nazionali rappresentano elementi difficilmente replicabili in una fase finale disputata in una sede unica.

Non è una posizione nuova.

Zverev è stato infatti uno dei giocatori più critici nei confronti della trasformazione della Coppa Davis avvenuta negli ultimi anni. In passato ha anche rinunciato più volte a partecipare alla fase finale, contestando un format che secondo lui aveva allontanato il torneo dalle proprie radici.

Il weekend di Halle sembra aver rafforzato ulteriormente questa convinzione.

La Germania ha potuto giocare davanti al proprio pubblico e Zverev ha festeggiato la qualificazione sventolando la bandiera tedesca sul campo, accompagnato dall’entusiasmo degli spettatori presenti sugli spalti.

Un’immagine che, secondo il campione degli US Open, rappresenta esattamente ciò che dovrebbe essere la Davis.

Il torneo ha una storia che risale al 1900 e per oltre un secolo le sfide casa-trasferta ne hanno rappresentato una delle caratteristiche principali. L’attuale Final 8 è invece stata introdotta nel 2022.

Quest’anno Bologna ospiterà le otto nazionali qualificate dal 24 al 29 novembre.

Ci sarà anche la Germania, alla terza partecipazione consecutiva tra le migliori otto, con l’obiettivo di interrompere un’attesa che dura dal 1993, anno dell’ultimo successo tedesco nella competizione.

La presenza di Zverev alle Final 8 non è stata ancora ufficialmente confermata, ma quanto accaduto ad Halle ha mostrato quanto il tedesco tenga alla competizione.

E c’è anche un dettaglio che rende il suo impegno ancora più significativo: Zverev ha scelto di giocare in Davis appena una settimana dopo aver conquistato gli US Open, invece di prendersi un periodo di riposo dopo due settimane estremamente impegnative a New York.

Due vittorie in singolare, qualificazione conquistata e un messaggio molto chiaro.

Zverev sarà a Bologna con la Germania, se deciderà di esserci, ma la sua idea sulla Coppa Davis non cambia: la vera magia della competizione, per lui, resta quella vissuta ad Halle.