Il calendario del tennis 2027 potrebbe perdere, almeno temporaneamente, le tappe di Doha e Dubai, dunque due ATP 500 e due WTA 1000. Secondo un’esclusiva di The i Paper, ATP e WTA stanno valutando sedi alternative per i tornei in programma a febbraio. Difatti, nel caso in cui la situazione geopolitica non offra sufficienti garanzie di sicurezza, i tornei in Medio Oriente sarebbero a rischio cancellazione. Al momento nessuna decisione è stata presa: per ora si tratta di un piano B.

Il precedente e le alternative

Il precedente che preoccupa i circuiti risale allo scorso febbraio, quando gli attacchi missilistici contro gli Emirati Arabi Uniti portarono alla chiusura dello spazio aereo. Circa 40 persone tra giocatori, staff e giornalisti rimasero bloccate a Dubai dopo il torneo. Gli aeroporti di Dubai e Doha sono attualmente aperti, ma l’incertezza sui collegamenti aerei rende complicato programmare eventi che coinvolgono centinaia di persone.

Per i tornei femminili sarebbero state ipotizzate Singapore e Australia, senza che siano arrivate proposte formali. L’ATP, invece, preferirebbe spostare i propri eventi in Europa, ma al momento non avrebbe individuato una soluzione pronta. La sfida maggiore riguarda i WTA 1000 di Doha e Dubai: tabelloni e strutture più grandi richiederebbero a un’eventuale nuova sede tempi e risorse considerevoli. La permanenza dei tornei in Medio Oriente resta dunque possibile, mentre ATP e WTA si preparano all’eventualità di dover cambiare programma.

In attesa degli sviluppi per il 2027, il tennis femminile ha già cambiato sede all’appuntamento più importante di fine stagione: le WTA Finals 2026, inizialmente previste a Riad, si giocheranno a Indian Wells. Dal 2027 al 2029 sarà invece Charlotte a ospitarle. È una decisione già ufficializzata, a differenza delle ipotesi su Doha e Dubai. Tuttavia la WTA, nel presentare Charlotte, non ha indicato la guerra come motivo del trasferimento.