Ignacio Buse continua la sua incredibile ascesa e conquista il Winston-Salem Open 2026. Il peruviano ha battuto in finale il britannico Arthur Fery con il punteggio di 6-3 6-2, aggiudicandosi il secondo titolo ATP della carriera e della stagione dopo il clamoroso successo ottenuto a maggio nell’ATP 500 di Amburgo.
A 22 anni Buse diventa anche il più giovane campione nella storia del torneo di Winston-Salem, superando il precedente primato di Hubert Hurkacz, che nel 2019 aveva conquistato il titolo a 22 anni e sei mesi, circa un mese in più rispetto all’età attuale del peruviano.
Buse domina la finale in 77 minuti
La finale ha avuto un padrone abbastanza chiaro. Buse ha imposto fin dall’inizio un ritmo elevato con il diritto, riuscendo continuamente a spostare Fery e impedendo al britannico di trovare quella continuità che lo aveva portato fino all’ultimo atto.
Il primo set è durato appena 30 minuti. Buse ha conquistato il break decisivo e ha gestito senza particolari difficoltà i propri turni di servizio, chiudendo 6-3.
Nel secondo parziale il peruviano ha aumentato ulteriormente la pressione in risposta. Sono arrivati tre break (e perso un servizio) e Fery non è più riuscito a rientrare realmente nella partita.
Dopo un’ora e 17 minuti, Buse ha chiuso sul 6-3 6-2 trasformando quattro delle sette palle break costruite durante l’incontro.
Poi la festa: il peruviano si è lasciato cadere a terra prima di correre verso il proprio box per condividere il momento con il team.
«È qualcosa di molto speciale per me»
Buse non ha nascosto l’emozione durante la premiazione.
«È qualcosa di molto speciale per me. Io e tutto il mio team stiamo lavorando davvero molto duramente», ha spiegato.
Il peruviano ha ricordato anche le difficoltà che accompagnano inevitabilmente la vita di un professionista.
«Ci sono momenti molto difficili che noi giocatori dobbiamo attraversare».
Poi i complimenti all’avversario: «Voglio congratularmi anche con Arthur e con il suo team».
Secondo titolo ATP dopo l’impresa di Amburgo
Il successo di Winston-Salem conferma definitivamente che l’esplosione di Buse non può più essere considerata una sorpresa.
A maggio il peruviano aveva conquistato il primo titolo ATP della carriera ad Amburgo, partendo addirittura dalle qualificazioni.
In finale aveva sconfitto Tommy Paul per 7-6(6) 4-6 6-3 dopo più di tre ore di battaglia, diventando il primo peruviano a vincere un torneo ATP dai tempi di Luis Horna a Viña del Mar nel 2007.
Quello di Amburgo era arrivato sulla terra battuta. Winston-Salem dimostra invece la capacità di Buse di essere competitivo anche sul cemento.
È infatti soltanto il secondo tennista peruviano dell’Era Open capace di conquistare un titolo ATP sul duro dopo Jaime Yzaga.
Una conferma importante sulla completezza del suo tennis e sulla velocità con cui sta riuscendo ad adattarsi alle diverse superfici.
Dal numero 135 alla Top 31
I numeri della crescita di Buse sono impressionanti.
Soltanto un anno fa si trovava intorno alla posizione numero 135 del ranking ATP. A Winston-Salem era arrivato da numero 36 e grazie al titolo risale fino alla posizione numero 31 del ranking live, eguagliando il proprio best ranking.
Una scalata di oltre cento posizioni accompagnata soprattutto dai risultati.
Due titoli ATP nel 2026, uno addirittura in un ATP 500, e una continuità sempre maggiore anche contro giocatori stabilmente presenti nelle parti alte della classifica.
Una settimana costruita partita dopo partita
Buse era la testa di serie numero 3 a Winston-Salem e, dopo le eliminazioni di Daniil Medvedev e Luciano Darderi, era diventato il giocatore con il seeding più alto ancora presente nel tabellone.
Il peruviano ha iniziato battendo Adam Walton 6-2 5-7 6-3, poi ha superato Daniel Altmaier 7-6(5) 7-5.
Nei quarti è arrivata una delle battaglie più dure della settimana contro Juan Manuel Cerundolo, sconfitto 7-6(4) 4-6 6-2 dopo quasi tre ore.
In semifinale Buse ha piegato Benjamin Bonzi 6-2 4-6 6-1, ritrovando immediatamente il controllo della partita dopo aver ceduto il secondo set.
Infine la prestazione più netta nel momento più importante: 6-3 6-2 a Fery in finale.
Fery sconfitto, ma la sua crescita continua
Anche Arthur Fery lascia Winston-Salem con molte indicazioni positive.
Il britannico di 24 anni disputava la prima finale ATP della carriera, confermando la grande crescita mostrata durante l’estate.
Va però corretta un’imprecisione presente in alcune ricostruzioni: Fery non era arrivato in finale senza perdere set.
Nei quarti aveva infatti dovuto rimontare Aleksandar Kovacevic, imponendosi 3-6 7-5 6-3.
In semifinale aveva invece beneficiato del ritiro di James Duckworth: Fery aveva conquistato il primo set 6-4 quando l’australiano aveva poi interrotto l’incontro nel secondo parziale.
La sconfitta contro Buse non cancella comunque una stagione straordinaria.
A luglio Fery aveva raggiunto addirittura la semifinale di Wimbledon, entrando nel torneo con una wild card e diventando una delle grandi sorprese dell’edizione.
Grazie alla finale di Winston-Salem salirà inoltre fino al numero 33 del ranking ATP, nuovo best ranking, diventando il nuovo numero uno britannico.
«Non è andata come volevamo oggi, ma abbiamo disputato un grande anno e speriamo di finirlo bene», ha detto Fery durante la premiazione.
Buse, ormai non è più una sorpresa
Se Amburgo poteva sembrare la settimana perfetta nella quale tutto si era improvvisamente incastrato, Winston-Salem offre una risposta molto più significativa.
Buse ha dimostrato di poter vincere su un’altra superficie, gestire il ruolo di favorito e superare partite molto differenti tra loro.
A 22 anni ha già conquistato un ATP 500 e un ATP 250 nella stessa stagione e si presenta agli US Open con un ranking vicino alla Top 30 e una fiducia completamente diversa rispetto a dodici mesi fa.
Il Perù ha trovato un nuovo protagonista nel grande tennis.
Ignacio Buse non è più soltanto uno dei giovani da osservare: con due titoli ATP nel 2026 e il record di più giovane campione nella storia di Winston-Salem, è ormai una realtà del circuito.
