Wimbledon prende le distanze dal modello US Open. L’All England Club non concederà accrediti ufficiali dedicati a influencer e content creator per l’edizione 2027 dei Championships. Una scelta legata anche alle polemiche emerse nelle ultime settimane a Flushing Meadows, dove la presenza sempre più massiccia di ospiti social e personaggi del web ha provocato diverse interruzioni durante le partite.

Il caso US Open

Il caso più discusso si è verificato durante il match tra Naomi Osaka e Anastasia Zakharova, quando alcune persone presenti in una suite dell’Arthur Ashe Stadium hanno registrato contenuti durante la sfida e utilizzato anche una ring light, costringendo il giudice di sedia a intervenire. Solo uno dei tanti episodi che hanno alimentato il dibattito sull’equilibrio tra la volontà di avvicinare nuovi pubblici al tennis e la necessità di rispettare giocatori e tradizioni del circuito.

Anche diverse protagoniste hanno espresso qualche perplessità. Coco Gauff ha sottolineato come chi viene invitato a un torneo debba conoscere l’etichetta del tennis, mentre Jessica Pegula ha definito irrispettosi alcuni comportamenti arrivati fino a disturbare chi, in campo, sta svolgendo il proprio lavoro.

Wimbledon per una scelta diversa

i Championships sembrano quindi voler imboccare una strada diversa. Non si tratta di un vero e proprio divieto di ingresso per gli influencer, che potranno comunque assistere al torneo come normali spettatori o ospiti, ma della volontà di non creare una categoria specifica di accredito per i creator. L’All England Club continuerà inoltre, come ormai ogni anno, a rivedere annualmente la propria attività sui social media con un obiettivo ben preciso: sfruttarne le potenzialità senza permettere che diventino una distrazione durante le partite.