“Dopo aver perso molto male nelle qualificazioni di Toronto, dove ho giocato davvero in maniera disastrosa, il mio allenatore mi ha detto: “Non puoi continuare a giocare così. Hai bisogno di un periodo di allenamento per ritrovare il tuo tennis”. Siamo andati a Bradenton, all’IMG Academy: solo tennis, palestra e riposo. Un giorno abbiamo finito di allenarci alle 20:30 dopo aver iniziato alle 8 del mattino. È stato davvero duro, ma nello sport, se non lavori duramente, non ottieni nulla. Alla fine gli sforzi hanno dato i loro frutti”. E non poteva dire altrimenti Zheng Qinwen dopo la vittoria in due set, 7-5 6-3, contro Iga Swiatek agli ottavi di finale dello US Open 2026. La cinese è stata capace di rimontare un parziale di ben cinque game a zero nel primo set. Una vera e propria prova di forza dal sapore epico che ha permesso alla numero 121 del ranking WTA di staccare il pass per i quarti di finale, dove troverà Elena Rybakina.

“Ho iniziato la partita davvero lentamente, ed è per questo che lei è riuscita a portarsi avanti 5-0 — ha ammesso in conferenza stampa —. Poi ho cominciato a giocare più liberamente, perché pensavo di dover almeno provare a trovare il mio ritmo in vista del secondo set. Mi sentivo davvero a mio agio in campo e, a un certo punto, ho anche perso il conto del punteggio, perché ero così concentrata sul giocare ogni singolo punto. Credo che sia stata questa la chiave della mia rimonta”.

Il Roland Garros come punto di svolta

Punto di svolta nella stagione della mandarina, la sconfitta al primo turno del Roland Garros contro Maja Chwalinska. Un momento difficile dal quale è riuscita a risalire solamente grazie all’impegno e al duro lavoro: “Quella del Roland Garros è stata una delle sconfitte più difficili da accettare per me, perché avevo avuto tantissime occasioni. Però credo che certe sconfitte siano necessarie per capire alcune cose. Devo rimanere umile e continuare a lavorare duramente per tornare dove ero, perché nello sport non ti viene regalato nulla. Ho sempre avuto fiducia in me stessa e ho sempre saputo che sarei tornata lì: era soltanto una questione di quando”.

Dalle qualificazioni ai quarti di finale

A Flushing Meadows Zheng è partita dalle qualificazioni. Una situazione a cui non era più abituata, ma che l’ha rimessa con i piedi per terra, dandole la possibilità di apprezzare ogni dettaglio del lavoro quotidiano: “Psicologicamente è stato molto difficile accettare di partire dalle qualificazioni. Ero abituata a essere tra le prime dieci del mondo, sono campionessa olimpica ed ero abituata a giocare nei grandi stadi fin dall’inizio. Il mio ranking è sceso tantissimo dopo l’infortunio e negli ultimi tre o quattro mesi non sono riuscita a esprimermi bene. Ho dovuto cercare di rimanere positiva ogni giorno, continuare a lavorare e aspettare che arrivassero i risultati”.

Le lezioni imparate dal tennis

Dal tennis la cinese ha imparato tanto. Valori che trascendono dallo sport e che le hanno permesso anche di conoscere meglio sé stessa: “Ho imparato moltissimo su me stessa, sul tennis, sulla vita, su tutto. Per me perdere una partita non riguarda soltanto il tennis, ma qualcosa di più profondo, qualcosa che ha a che fare con te stessa. Adesso la sfida più importante è rimanere umile e lottare come se non avessi nulla”.

La fiducia mai smarrita

Ciò che Zheng non ha mai smarrito, anche nei momenti più bui, è la fiducia nei propri mezzi: “La mia fiducia c’è sempre stata. Anche se ho perso per tre o quattro mesi, è sempre rimasta dentro di me, perché ho sempre saputo ciò che sono capace di fare. Senza fiducia non puoi vincere una partita. Ho giocato tante partite difficili nelle qualificazioni e qui, e credo che sia stata proprio quella fiducia ad aiutarmi a vincerle. Per me è la base di qualsiasi atleta che voglia vincere“.