“L’esperienza dimostra che torno sempre più forte e tutte queste lezioni che ho imparato in questa stagione mi hanno sicuramente già resa più forte, ma mi motiveranno anche a fare un lavoro migliore il prossimo anno”. Così Aryna Sabalenka in conferenza stampa dopo la sconfitta nella finale dello US Open 2026, persa contro la nuova numero uno del mondo Elena Rybakina con il punteggio di 6-4 5-7 6-2. La bielorussa non ha nascosto la delusione per il risultato e soprattutto per il livello espresso, riconoscendo però i meriti dell’avversaria: “Ovviamente non sono molto soddisfatta del livello che ho espresso oggi, ma lei ha servito in maniera incredibile. Ha giocato in modo molto aggressivo, un grande tennis. Oggi è stata semplicemente una giocatrice migliore di me”.
La rivalità con Rybakina
Una sfida che, secondo Sabalenka, è destinata a diventare sempre più interessante, anche alla luce delle tante partite e finali già disputate: “C’è una grande rivalità tra di noi, abbiamo giocato tante finali in questa stagione. Il suo servizio è incredibile, così come la sua capacità di entrare in campo e imporsi sull’avversaria, soprattutto su campi come quelli dello US Open, dove è tutto molto veloce, il che è un enorme vantaggio per lei. Ci sono tante cose che la rendono pericolosa”.
La delusione
La sconfitta ha avuto un peso particolare per l’ex numero uno del mondo che, persa la vetta della classifica mondiale proprio a favore della kazaka, puntava a conquistare il terzo US Open consecutivo. Una frustrazione che Sabalenka ha faticato a contenere durante l’incontro: “È davvero difficile controllare le emozioni quando perdi una finale dello Slam e stai cercando di vincere il torneo per la terza volta consecutiva. Volevo semplicemente lasciarle andare, perché se le avessi tenute dentro, in quel momento, non sarei stata in grado di reagire in maniera positiva. Volevo solo lasciare andare tutta l’aggressività e la delusione”.
Con questo risultato, Sabalenka ha un record di quattro vittorie e cinque sconfitte in finale Slam. Sollecitata sul fatto che questa esperienza possa rendere più pesanti certe sconfitte, la bielorussa ha rimandato l’ipotesi al mittente: “Stai pensando troppo. Io ero semplicemente lì a competere, cercando di fare del mio meglio con quello che avevo oggi. Non è stato abbastanza“.
Sabalenka statunitense
Sabalenka ha poi parlato dell’atmosfera dell’Arthur Ashe Stadium e del sostegno ricevuto dal pubblico newyorkese: “Sì, è stato incredibile. A un certo punto ho pensato: ‘Oddio, mi sento quasi americana!’. Avrei solo voluto riuscire a vincere e sentire ancora di più il loro sostegno, ma quest’anno non è successo”.
Infine, un pensiero sulla possibile perdita della prima posizione mondiale dopo 99 settimane al vertice: “Penso che sia un risultato incredibile e non so nemmeno per quante settimane sono riuscita a rimanere lì“. Quando le viene ricordato il numero esatto, Sabalenka scherza: “99? Beh, è incredibile. Vediamo se Elena riuscirà a battermi anche in questo. Se continua a giocare così, allora sì, sono nei guai”.
