L’ascesa di Rafael Jodar nel tennis maschile è stata dirompente e repentina, “meteorica” come dicono a Madrid e dintorni, ma forse affidandosi solo al padre – coach compiere l’ultimo passo verso i migliori del mondo non sarà facile, e per questo aggiungere un coach esperto e navigato come Juan Carlos Ferrero potrebbe essere la scelta più logica e funzionale. Così afferma l’ex tennista australiana Rennae Stubbs, che parlando nel suo podcast sull’attualità tennistica si è soffermata sull’ottimo momento e crescita del giovane spagnolo, passato in pochi mesi da quasi sconosciuto a tennista ad un passo dalla top 10.

Con un gioco estremamente completo ed evoluto, il 19enne iberico ha convinto tutti, ma il suo margine di crescita è ancora grande. Manca un po’ di esperienza, come è giusto che sia vista la sua modesta frequentazione del tour a grande livello, e forse anche qualche consiglio per gestire meglio le fasi decisive degli incontri. In questo per esempio è un po’ mancato ieri nella sconfitta sofferta contro un ottimo Flavio Cobolli a Cincinnati, ma in generale non è la prima volta in stagione che Rafael cade in momenti critici, come dimostra il suo rendimento nei tie-break, non eccelso finora. Per questo la commentatrice australiana ha pungolato Jodar, spingendolo a non restare arroccato sulla decisione – finora fermissima – di restare solo col padre coach, ma di aprire le porte ad un allenatore con maggiore esperienza.

“Jodar forse potrebbe aggiungere al suo team qualcuno che possa dare un contributo, come Juan Carlos Ferrero” afferma Stubbs. “Qualcuno che possa portare quella dimensione in più in termini di gestione emotiva della semifinale e della finale. Come gestire la stampa, il contesto intorno a te che non è facile quando diventi un giocatore importante. Suo padre ha fatto un ottimo lavoro ed è una persona adorabile, ma fare il passo successivo per vincere i titoli più importanti non sarà facile”.

Il nome di Ferrero non è stato tirato in ballo per caso. L’ex n.1 del mondo dopo la traumatica e improvvisa separazione da Carlos Alcaraz, talento da lui forgiato fino alle vette del tennis mondiale, in più interviste si è detto pronto a tornare in pista e seguire altri giocatori, forte della sua esperienza, meglio se un prospetto ancora giovane e da formare. Quindi potrebbe essere un candidato ottimale per arricchire di competenza il team Jodar, giovane in tutti i sensi.

Jodar nelle ultime settimane ha fatto parlare anche per alcuni atteggiamenti in campo discutibili, come certi sfoghi contro il pubblico e pure una questione – in realtà mai del tutto chiarita – di un presunto spintone ad un raccattapalle, fatto questo ingigantito a dismisura dal megafono un po’ becero dei social network. Ma in generale, secondo Stubbs, anche in questo aspetto un allenatore più navigato del padre potrebbe aiutarlo: “Ha un carattere un po’ capriccioso o irritabile; a volte è un po’ rude in campo. Ma ha 19 anni; sta imparando a gestire questa pressione. Anche in questo un supporto ulteriore potrebbe aiutarlo”, afferma Rennae.

Un parere qualificato e di buon senso quello di Stubbs. Ormai tutti i migliori giocatori hanno team numerosi, formati da personalità distinte a trovare competenze superiori per accompagnare la crescita, maturazione e quindi carriera dei top player Vedremo se Jodar aprirà le porte a qualche nuovo membro nella sua squadra, oppure continuerà a fidarsi solo del padre. Per ora i risultati sono assai favorevoli, a dimostrazione del suo grande potenziale e di un rapporto padre-figlio che funziona anche dal punto di vista sportivo. Ma basterà a spiccare il volo verso i più grandi tornei e le posizioni di rilievo nella classifica?