Jannik Sinner e Carlos Alcaraz potrebbero presentarsi allo US Open 2026 senza aver disputato alcun incontro ufficiale durante la tournée nordamericana sul cemento. Una situazione insolita per due dei principali candidati al titolo, chiamati non soltanto a verificare le rispettive condizioni fisiche, ma anche a interrompere una tendenza che resiste dall’inizio della serie Masters, nel 1990.
Giocare almeno uno dei tornei in Canada o a Cincinnati permette normalmente di acquisire ritmo, adattarsi alle condizioni del cemento americano e affrontare avversari di alto livello prima di un appuntamento al meglio dei cinque set. Sinner e Alcaraz, invece, hanno saltato entrambi i Masters 1000 per problemi fisici differenti.
Sinner e Alcaraz senza partite prima di New York
Sinner ha rinunciato inizialmente al torneo di Montreal e successivamente si è cancellato da Cincinnati a causa di un fastidio al ginocchio destro. Il numero uno del mondo non disputa una partita ufficiale dalla finale vinta a Wimbledon contro Alexander Zverev.
La situazione di Alcaraz presenta ancora più interrogativi. Lo spagnolo è fermo da aprile per il problema al polso destro accusato a Barcellona e ha saltato l’intera stagione europea sulla terra battuta, Wimbledon e i due Masters 1000 nordamericani. La sua presenza nell’entry list dello US Open non equivale a una conferma definitiva: la decisione dipenderà dalle risposte ottenute durante gli ultimi allenamenti.
Se entrambi dovessero partecipare, Sinner sarebbe la prima testa di serie e Alcaraz la terza. Lo spagnolo potrebbe quindi essere sorteggiato nella stessa metà di tabellone dell’italiano, creando la possibilità di una sfida già in semifinale.
Il dato storico: 20 campioni su 36 non avevano vinto i tornei precedenti
Non aver conquistato Canada o Cincinnati non rappresenta necessariamente un ostacolo verso il titolo a Flushing Meadows. Analizzando le 36 edizioni dello US Open disputate dal 1990 al 2025, emerge che 20 campioni, pari al 55,6%, non avevano vinto nessuno dei due tornei di preparazione.
Il dato iniziale di 21 campioni su 36, equivalente al 58%, deve quindi essere corretto. Nel periodo considerato, 13 vincitori dello US Open avevano conquistato uno solo dei due tornei precedenti, mentre soltanto tre erano riusciti a completare la prestigiosa tripletta Canada-Cincinnati-New York.
A realizzare l’impresa sono stati Patrick Rafter nel 1998, Andy Roddick nel 2003 e Rafael Nadal nel 2013. In tutti e tre i casi, il giocatore arrivò allo US Open dopo aver vinto entrambi i grandi appuntamenti nordamericani.
Nessuno ha però vinto lo US Open saltandoli entrambi
Il dato più significativo non riguarda i titoli, ma la partecipazione. Dal 1990, ogni campione dello US Open aveva disputato almeno uno tra il torneo canadese e Cincinnati prima di presentarsi a New York.
Sinner e Alcaraz potrebbero dunque diventare i primi a conquistare lo Slam statunitense senza aver giocato nessuno dei due tornei appartenenti alla categoria Masters 1000. Il precedente non garantisce naturalmente che l’impresa sia impossibile, ma evidenzia quanto sia particolare la preparazione scelta — o imposta dagli infortuni — ai due grandi protagonisti del circuito.
Il problema principale non consiste nell’assenza di risultati, ma nella mancanza di partite ufficiali. Gli allenamenti possono riprodurre velocità e intensità degli scambi, ma difficilmente restituiscono la tensione dei punti importanti, la gestione delle pause e lo stress fisico di un incontro agonistico.
Cincinnati, un trampolino verso New York
Le ultime stagioni hanno inoltre rafforzato il legame tra il torneo dell’Ohio e lo US Open. I tre precedenti campioni di Cincinnati hanno successivamente trionfato anche a New York: Novak Djokovic nel 2023, Jannik Sinner nel 2024 e Carlos Alcaraz nel 2025.
Quest’anno né l’italiano né lo spagnolo potranno seguire quella strada. Dovranno cercare di costruire la condizione attraverso gli allenamenti e sfruttare eventualmente i primi turni dello Slam per ritrovare ritmo. Molto dipenderà anche dal sorteggio: affrontare inizialmente avversari meno quotati potrebbe consentire loro di adattarsi gradualmente alla competizione.
Che cosa hanno fatto oggi Sinner e Alcaraz
Nella giornata di oggi, sabato 15 agosto Sinner continua il programma finalizzato al recupero del ginocchio e dovrebbe trasferirsi prossimamente negli Stati Uniti per completare sul posto la preparazione allo US Open. Dopo il forfait in Ohio, l’azzurro aveva chiarito di volersi concentrare esclusivamente sul ritorno in condizioni adeguate per New York.
Alcaraz prosegue invece il lavoro individuale in Spagna, aumentando gradualmente l’intensità degli allenamenti. Al momento non è stata diffusa alcuna conferma ufficiale della sua partenza per gli Stati Uniti né della partecipazione allo Slam. Le immagini delle ultime sedute hanno mostrato progressi, ma lo staff continua a valutare soprattutto la risposta del polso ai carichi ripetuti.
Non risultano comunicazioni ufficiali relative a specifiche sessioni svolte oggi dai due giocatori. Le informazioni certe rimangono quindi il proseguimento dei rispettivi programmi di recupero e la presenza di entrambi nell’entry list dello US Open, che comincerà il 30 agosto.
Sinner offre maggiori garanzie perché è fermo soltanto dalla conclusione di Wimbledon, mentre le incognite su Alcaraz sono inevitabilmente superiori dopo quattro mesi senza competizioni. Se uno dei due riuscisse comunque a conquistare lo US Open, diventerebbe il primo campione dal 1990 a trionfare a New York senza aver partecipato né al torneo canadese né a Cincinnati.
