Fa il pugno Flavio Cobolli dopo l’Ace che lo riporta al successo al Masters 1000 di Cincinnati, e poi mima anche il gesto del colpo da golf, un festeggiamento nuovo per brindare una vittoria che mancava da Wimbledon e quindi particolarmente importante per ritrovare fiducia e risultati. Il romano rispetta il pronostico al secondo turno del “mille” dell’Ohio e batte per 6-1 4-6 6-3 in due ore di gioco Miomir Kecmanovic, al termine di una partita guastata da una interruzione per un acquazzone dopo 58 minuti, stop che ha rischiato di compromettere la prestazione dell’azzurro. Infatti Cobolli era partito decisamente meglio di Kecmanovic, imponendo la sua maggior potenza, vigore e intensità, un gioco che ha messo a nudo la difficoltà del nativo di Belgrado negli spostamenti quando lo scambio diventa veloce e viaggia a tutta sugli angoli e quindi si sposta sul lungo linea. Nonostante troppi errori e qualche incertezza, Flavio dominava la partita e non si avvertiva la possibilità che l’inerzia potesse cambiare. 6-1, quindi un turno complicato in apertura di secondo parziale ma il romano sovrastava il rivale per forza e velocità. Quindi il tempo si è messo sul brutto e il rischio di fulmini per un forte temporale in arrivo ha spinto gli organizzatori a interrompere la partita sul 3-2 del secondo parziale. Oltre un’ora di pausa e al rientro, dopo una palla break immediata non sfruttata, Cobolli si è come imballato, mentre Kecmanovic ha ritrovato una maggior velocità generale, nei colpi e negli spostamenti.

Flavio si è incartato al servizio e la risposta ha permesso al serbo di strappare un break insperato, chiudere il set e quindi prendersi pure un break all’avvio del terzo set, con Cobolli nervoso e poco lucido. Lì l’azzurro, nel momento più difficile, ha vinto la partita: è stato bravissimo resettare tutto e trovare una reazione violenta, d’orgoglio e intensità, con uno scatto leonino che l’ha portato a scatenare quella potenza nei colpi necessaria a ributtare l’avversario nella buca. Impressionanti i 10 minuti a tutto gas che hanno permesso a Flavio di prendersi due break, l’allungo decisivo, strappati come un pugile che mette alle corde l’avversario e lo martella con una furia di mazzate. Il Cobolli che piace, quello che sprizza energia da tutti i pori, rischia e trova vincenti spettacolari. Incredibile l’impatto in risposta che gli è valso il secondo allungo, una esecuzione da campione, da finalista Slam, da top 10.

Al terzo turno Cobolli trova il belga Blockx, avversario molto insidioso. Servirà una versione della qualità nei suoi momenti migliori visti oggi ma senza quella pause e incertezze che gli sono costati troppi errori (alla fine sono stati 41, troppi) e una servizio decisamente più continuo. Pochissimo il 49% di prime palle in gioco, anche se la resa è stata ottima (89%). Infatti Kecmanovic è riuscito a mettere in difficoltà Cobolli proprio con la risposta, entrando forte sulla seconda palla e prendendosi spazio sul campo. Blockx certamente eseguirà la stessa tattica, provando a togliere il pallino del gioco al romano ed allontanarlo dalla riga di fondo. Nella vittoria sul serbo, quando Flavio ha stazionato non lontano dalla riga è riuscito molto spesso a cambiare marcia e generare quella potenza di fuoco che diventa insostenibile per quasi tutti gli avversari. Una vittoria sofferta per come si era messa male la partita all’avvio del terzo set, ma sono le più importanti perché aiutano a scrollarsi di dosso momenti negativi, e forse anche l’attesa per ritrovare il successo pesa un po’ mentalmente sul romano. Siamo ancora un po’ lontani dal suo miglior livello, ma il primo passo è stato fatto, e il segnale è stato forte e chiaro.

Marco Mazzoni

La cronaca

L’incontro inizia con un gran ritmo da parte di entrambi, tennis verticale in spinta e traiettorie piuttosto pulite. Si va dritto per dritto, cercando di “sfondare” l’avversario. Nel terzo game sul 30 pari, Cobolli trova un bel rovescio di incontro cross che lascia Kecmanovic a metri dalla palla, c’è una palla break. Il serbo cerca di incidere col diritto, ma un inside out gli esce di un metro, l’italiano scappa avanti 2-1 con il BREAK. Miomir cerca l’immediata reazione con la massima aggressività in risposta, si porta 0-30 ma poi esagera mentre Cobolli è accorto, spinge ma con margine, e con quattro punti di fila consolida il vantaggio sul 3-1. Kecmanovic accusa l’allungo di Cobolli, la prima palla non lo aiuta e Flavio lascia correre il braccio, tanto da procurarsi una chance del doppio break sul 30-40 con una risposta cross potente e carica di spin, e il rivale non esattamente rapido nello spostarsi dopo la battuta. Kecmanovic la annulla spingendo forte dal centro, ma poi un nuovo errore col diritto gli costa una seconda chance. Ancora il diritto tradisce il serbo, la palla sbatte nella rete e Cobolli vola sul 4-1 con un nuovo BREAK. C’è molto di “Kec” in questo avvio, con “Cobbo” bravo a giocare asciutto a prendersi gli errori del 26enne di Belgrado. L’azzurro vola sul 5-1 con l’aiuto del servizio, addirittura tre Ace. Forte del vantaggio, Flavio tira tutto a tutta, e con una risposta splendida si procura un set point sul 30-40. Ci prova con un ritmo infernale, ma un diritto gli scappa di poco lungo. Non molla la presa Cobolli, con una risposta di diritto strettissima, incredibilmente carica di spin, strappa un nuovo set point, ma esagera su di una palla non facile da gestire. Kecmanovic non regge sulla spinta superiore di Cobolli, il terzo set point è quello buono: scambio di rovescio, Miomir tira un colpo largo. 6-1 in 29 minuti, Cobolli in crescendo e assai efficace, soprattutto in risposta come spiega il 47% di punti vinti da Kecmanovic con la prima palla. Travolto.

Cobolli riparte nel secondo set con un turno di battuta no-sense, due Ace ma tre doppi falli, con una palla break da annullare sul 30-40. Si butta a rete con poco e trova una volée alta di opposizione che gli resta in campo di poco. Il troppo vigore del finale di primo set forse ha fatto salire fin troppo su i giri, tanto che un erroraccio col diritto costa all’azzurro una seconda PB. Kecmanovic vede spazio sul lungo linea di rovescio ma sbaglia di due metri, lento nell’arrivare sulla palla. Con un Ace si prende il game, 1-0 Cobolli. È enorme il gap di spinta e velocità di arrivo sulla palla tra i due, tutto a favore di Cobolli, che andando di potenza provoca gli errori di Kecmanovic e strappa subito un 15-40 nel secondo game. Ci prova a tutta Flavio ma rischia fin troppo, il serbo si salva ma è evidente la sensazione di fatica nel fare il punto e contenere la vivacità superiore dell’italiano (1-1). Vedi il punto spettacolare sul 2-1 Cobolli, 30-15, con Kecmanovic che spinge, apre il campo, ma non chiude e il passante del romano fulmina il serbo. La potenza di Cobolli esce “di brutto” sul 2 pari, con una serie di bordate che lasciano Kecmanovic a metri dalla palla, e il serbo che sembra già mentalmente poco convinto (3-2). Mani nei capelli per Miomir dopo un diritto lungo linea nel sesto game sul 40-30, e dopo questo errore il gioco viene sospeso perché si sta avvicinando un temporale con fulmini, e le politiche di sicurezza sono chiare, anche se il game non si è concluso (58 minuti di gioco al momento dello stop). Il gioco riprende dopo oltre un’ora con un errore di diritto di Kecmanovic e palla break immediata per Cobolli. Esagera Flavio con una risposta di diritto a tutto braccio che termina la sua corsa a mezza rete. Miomir sfrutta meglio la pausa per la pioggia: riparte con discreta intensità, sbaglia di meno e soprattutto copre con più velocità il campo servendo anche meglio. La scossa improvvisa arriva sul 4 pari. Flavio smarrisce totalmente il servizio, con tre doppi falli che paga a carissimo prezzo, inclusa una risposta super del serbo che vola 0-40 e strappa un BREAK insperato per come stava andando la partita prima della pausa per il temporale. Kecmanovic soffre sul 5-4, ai vantaggi annulla anche una palla del contro break e chiude il parziale per 6-4 al terzo set point con un diritto potente. Tutto da rifare, si va al terzo.

Cobolli riparte alla battuta nel terzo set ma accusa il momento negativo, con poca precisione nella spinta e un discreto nervosismo per come sia girata improvvisamente la partita. Crolla 15-40 ma riesce a salvarsi. Ma non è finita qua… Il game diventa una lotta dura, con il serbo ora molto incisivo in risposta, ottimo anticipo e via avanti. Si entra in piena bagarre, molto di nervi, con Kecmanovic che rischia tanto e bene in risposta. Il serbo si procura altre tre palle break, e sull’ultima Cobolli commette un brutto doppio fallo in rete che paga con un BREAK dolorosissimo. Miomir può fare corsa di testa, forte di un tennis più incisivo, mentre Flavio va a fiammate ma ha perso la lucidità ed efficacia precedente all’interruzione. Di grinta il romano riesce a procurarsi una chance del contro break ed è bravo a prendersela con una combinazione di diritto tornata precisa e vincente. Contro BREAK, 1 pari, e poi 2-1 per l’azzurro con un bel turno di battuta e un’attitudine più positiva, ottima la sua reazione dopo il passaggio a vuoto. La reazione di Cobolli diventa un’ondata che travolge Kecmanovic nel quarto game: il diritto diventa devastante, il serbo non riesce a difendersi e crolla 15-40. Da destra “Cobbo”, davvero “on fire” tira una vera bordata in risposta, un diritto micidiale in lungo linea imprendibile che lo porta avanti sul 3-1 con un nuovo BREAK. La lotta continua nel game successivo, con Miomir che prova a rimettersi in carreggiata rischiando molto con la risposta, ma Flavio è bravo ad annullare di potenza una chance del contro break e con un bel servizio si porta sul 4-1. Dopo la bagarre il set torna sui binari del servizio, con il romano più continuo con la prima di battuta (e così la musica cambia). Sul 5-2 Kecmanovic serve per allungare il match, Cobolli si prende la scena con il suo diritto super, una spallata che il serbo non prova nemmeno a controbattere, ma poi Miomir serve bene si si porta sul 5-3. Flavio cavalca il momento positivo, la prima palla lo sostiene e anche il rovescio in scambio è perfetto per muovere l’avversario. L’azzurro chiude l’incontro per 6-3 dopo due ore effettive di partita al primo match point, con un Ace esterno. Sprazzi di un buon Cobolli, ma anche dei momenti di “down” da cancellare per ritrovare il suo miglior livello.