Elena Rybakina è tornata al centro dell’attenzione pochi giorni dopo aver conquistato lo US Open 2026, ma questa volta la notizia non riguarda un nuovo successo. La numero uno del mondo non potrà rappresentare il Kazakistan alle Finals di Billie Jean King Cup, in programma dal 22 al 27 settembre a Shenzhen, a causa del problema fisico accusato durante il torneo di Cincinnati.
La Federazione tennistica kazaka ha confermato che Rybakina avrà bisogno di almeno due settimane di cure e recupero. L’infortunio interessa la zona della caviglia e, in particolare, il tendine d’Achille, già sottoposto a un enorme sforzo durante le due settimane trascorse a New York.
Il ritiro prima dei quarti di Cincinnati
I problemi erano cominciati al WTA 1000 di Cincinnati, dove Rybakina si era ritirata prima di disputare il quarto di finale contro Iga Swiatek. Nei giorni successivi la kazaka aveva faticato persino a camminare normalmente e la sua partecipazione allo US Open era stata messa seriamente in dubbio.
Una volta arrivata a New York, Rybakina si era sottoposta a una risonanza magnetica e aveva consultato diversi specialisti. Per una settimana era riuscita a svolgere soltanto lavoro in palestra, fisioterapia e trattamenti specifici, evitando gli allenamenti più intensi sul campo.
Nonostante una situazione tutt’altro che ideale, la kazaka aveva deciso di partecipare al torneo. Una scelta rischiosa che si è trasformata in uno dei successi più importanti della sua carriera.
Lo US Open vinto con gli antidolorifici
Secondo quanto comunicato dalla Federazione del Kazakistan, Rybakina ha disputato alcuni incontri dello US Open ricorrendo agli antidolorifici per gestire il dolore. Le condizioni fisiche non le hanno comunque impedito di completare una cavalcata straordinaria.
In finale ha sconfitto Aryna Sabalenka con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-2, conquistando per la prima volta il titolo a Flushing Meadows e diventando la nuova numero uno della classifica WTA.
Quello ottenuto a New York è stato il terzo titolo Slam della carriera per Rybakina, dopo Wimbledon 2022 e l’Australian Open conquistato all’inizio del 2026. La kazaka ha quindi vinto due dei quattro Major disputati in questa stagione, imponendosi nei due grandi appuntamenti sul cemento.
Un risultato ancora più sorprendente alla luce dei problemi fisici che ne avevano condizionato la preparazione.
Niente Billie Jean King Cup: il Kazakistan perde la sua leader
Il grande sforzo compiuto a New York ha però presentato il conto. Lo staff medico ha stabilito che Rybakina necessita di almeno due settimane di trattamenti prima di poter riprendere gli allenamenti completi.
La numero uno del mondo non sarà quindi disponibile per il quarto di finale di Billie Jean King Cup che il Kazakistan disputerà contro la Spagna il 23 settembre a Shenzhen. Le Finals si svolgeranno dal 22 al 27 settembre e ogni sfida sarà composta da due incontri di singolare e dall’eventuale doppio decisivo.
L’assenza rappresenta un colpo molto pesante per la nazionale kazaka, che perde la sua giocatrice più forte proprio nel momento migliore della sua carriera. Senza Rybakina, gran parte delle responsabilità ricadrà su Yulia Putintseva e sulle altre componenti della squadra.
Una settimana tra Astana e Almaty
Prima di iniziare pienamente il percorso di recupero, Rybakina trascorrerà alcuni giorni in Kazakistan. La campionessa visiterà Astana e Almaty, dove prenderà parte ad alcune iniziative dedicate ai giovani tennisti, terrà delle lezioni speciali e incontrerà gli appassionati.
Durante la permanenza nel Paese si sottoporrà anche a ulteriori esami per valutare le condizioni della caviglia e del tendine d’Achille. L’obiettivo sarà capire con maggiore precisione quando potrà tornare ad allenarsi senza dolore.
Dopo aver conquistato due titoli Slam e il primo posto della classifica mondiale, per Rybakina è arrivato il momento di fermarsi. Il trionfo dello US Open ha confermato la sua forza e la sua capacità di sopportare le difficoltà, ma il finale di stagione impone ora una gestione prudente dell’infortunio. La priorità non sarà rientrare il prima possibile, ma evitare che un problema già trascinato per diverse settimane possa trasformarsi in qualcosa di più serio.
