Finalmente la luce, al termine di cammino in un tunnel durato ben 335 giorni, trascorso tra dolore e fatica, frustrazione ma anche una voglia matta di riprendersi tutto. La lunga e tortuosa strada di Holger Rune verso la ripresa dell’attività dopo la drammatica rottura del tendine d’Achille sofferta a Stoccolma lo scorso 18 ottobre 2025 lo riporta là dove tutto è cominciato, nella sua Danimarca. L’ex numero 4 del mondo torna in campo con la maglia della sua nazionale nella sfida di Davis Cup contro la Bulgaria nel confronto valido per il World Group 1. Rune riassaporerà il tennis “vero” affrontando Iliyan Radulov nel secondo singolare, sul campo in duro della Royal Stage di Hillerød, in Danimarca. L’attesa è enorme, sia nel suo paese che nel mondo della racchetta: Holger è mancato moltissimo al tour e ai grandi tornei.
La sua grinta, quel gioco potente e aggressivo l’aveva issato sino alla quarta piazza del ranking mondiale; poi ha attraversato momenti non facili nello stabilizzare quel livello di gioco, con cambi di coach e diversi fastidi, soprattutto alla schiena, restando comunque un durissimo competitor per tutti i migliori. Il suo percorso di recupero è andato per gradi, come è giusto che sia dopo un infortunio così grave. Si è spostato in varie parti del mondo nel periodo di fisioterapia e riabilitazione – era a Dubai quando scoppiò l’ostilità tra Iran e USA-Israele lo scorso febbraio, anche lui bloccato come altri tennisti dopo la conclusione del torneo 500 – passando anche da Murcia lo scorso agosto per allenarsi con Carlos Alcaraz.
Holger scalpita, non vede l’ora di tornare a competere e ha un obiettivo prioritario: divertirsi e riassaporare la sensazione unica che solo la partita può regalare. Lo ha raccontato in un’intervista a Nicholas Albek di SpilXperten, noto portale danese. “Abbiamo parlato un po’ all’interno della squadra delle aspettative, ma la cosa più importante per me sarà passarmela da Dio“, dichiara Rune. “Spero che questa sia l’unica volta nella mia carriera in cui rimango fuori così a lungo, quindi ora si tratta di godersela. La Coppa Davis è anche una buona opportunità per mettere alla prova il mio livello e capire dove mi trovo realmente. Queste sono partite vere, ci sono più tensione e pressione, e possiamo capire davvero come reagisce il corpo quando si torna a competere“.
Rune ammette che sentirà la tensione, ma potrà anche contare sul sostegno del pubblico danese. “La settimana che ha preceduto queste sfide di Coppa Davis è stata davvero entusiasmante e ora sono semplicemente incredibilmente felice” continua Holger. “Ovviamente sono nervoso. Ho già le farfalle nello stomaco ora che finalmente sto per tornare a competere, quindi sarà interessante capire a che punto sono. Per tutta la vita sono stato abituato a giocare sotto pressione, quindi per me è qualcosa di naturale, ma farlo in Danimarca, davanti al pubblico danese, non potrebbe essere meglio. In allenamento mi sono sentito davvero bene, ma nessuno sa quale sia il mio vero livello finché non scenderò in campo domani. Almeno questo è il momento giusto per mettermi alla prova”.
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Un rientro dopo quasi un anno di assenza non è uno scherzo, e ritrovare il proprio miglior tennis in partita forse richiederà un po’ di tempo, ma Rune si è detto assai soddisfatto di quel che ha sentito negli ultimi allenamenti. “Sento di migliorare giorno dopo giorno, anche questa settimana. Martedì ho giocato meglio rispetto a lunedì, e mercoledì meglio di martedì, quindi spero che domani vada bene, ma lo vedremo”.
Rune ha raccontato di aver preso in considerazione la possibilità di giocare gli US Open, ma di non essere sicuro di poter affrontare partite al meglio dei cinque set. “Mi sono allenato con Carlos Alcaraz a Murcia per capire se sarei riuscito a essere pronto per gli US Open. Probabilmente avrei potuto giocare, ma non so se sarei stato in grado di affrontare partite al meglio dei cinque set giorno dopo giorno, quindi abbiamo deciso che fosse meglio aspettare ancora un paio di settimane. Da allora mi sono allenato tanto e duramente, quindi non avrei potuto fare di più. Ora si tratta esclusivamente di capire come gestirò la tensione, che ovviamente può avere effetti anche sul corpo”.
“Cosa mi aspetto? Voglio un’atmosfera indiavolata! Sono pronto. È una delle cose assolutamente fantastiche della Coppa Davis. Ora posso giocare in casa, davanti a tantissimi danesi, e sarà davvero il massimo” conclude Rune. Il bulgaro Radulov è un 21enne n.596 del ranking ATP, quindi sulla carta non dovrebbe essere un ostacolo insormontabile per il danese, ma comunque vada la cosa più importante è ritrovare Holger in campo. Ben tornato!
