L’ex numero 1 del mondo ha deciso di saltare anche il Masters 1000 in Ohio, alimentando i dubbi sulla sua effettiva presenza agli US Open

Carlos Alcaraz salterà anche il Masters 1000 di Cincinnati, una decisione che mette in dubbio la sua sua presenza agli US Open a fine estate. Tutto lasciava presagire che l’ex numero 1 del mondo sarebbe tornato in azione proprio in Ohio, così da testare il suo polso in vista dell’ultimo Slam stagionale. Ricordiamo che il 23enne spagnolo è fermo da metà aprile, quando avvertì una strana sensazione al polso durante il suo match di esordio all’ATP 500 di Barcellona. Nessuno poteva immaginare che da quel fastidio sarebbe scaturito uno stop così lungo (che lo ha costretto a saltare sia il Roland Garros che Wimbledon).

Gli US Open, dove l’iberico sarebbe chiamato a difendere il titolo vinto nel 2025, scatteranno domenica 30 agosto a New York ed è chiaramente una corsa contro il tempo per Carlitos. Quest’ultimo si sta allenando a Murcia insieme al suo team e non sembra intenzionato a forzare i tempi, nemmeno per disputare un torneo così importante. Attraverso il suo profilo ufficiale X, il leggendario coach Rick Macci ha spiegato come il forfait di Alcaraz a Cincinnati non sia necessariamente un cattivo segno: “Resto convinto che andrà tutto per il meglio. Carlos e il suo team sanno perfettamente quanto sia importante allenarsi, recuperare e riposare. Lo spagnolo tornerà nel circuito soltanto quando si sentirà pronto al 100%, senza il rischio di subire ricadute. La decisione di saltare Cincinnati non significa che c’è stato un passo indietro. Alcaraz ha imparato ad essere paziente e saggio per avere una lunga carriera ai massimi livelli.”

Nel caso in cui dovesse decidere di rinunciare anche agli US Open, potrebbe rivedere il sette volte vincitore Slam direttamente alla Laver Cup a fine settembre. L’ex numero 1 del mondo ha già sviluppato un legame profondo con la manifestazione ideata da Roger Federer ed è stato annunciato come uno dei protagonisti dell’edizione 2026, che si terrà alla O2 Arena di Londra.