Questa edizione degli US Open verrà ricordata anche per le polemiche che hanno accompagnato gli orari ‘estremi’ di alcune partite

Questa edizione degli US Open verrà ricordata anche per le polemiche che hanno accompagnato gli orari ‘estremi’ di alcune partite. Il caso limite è stato il quarto di finale tra Carlos Alcaraz e Ben Shelton, terminato alle 3:33 del mattino in uno scenario quasi surreale. Sono tutti d’accordo sul fatto che giocare a notte fonda non rappresenti un bene né per gli atleti né per gli spettatori, ma non è altrettanto facile trovare una soluzione congrua in ottica futura. i dati degli ultimi anni mostrano inequivocabilmente come il fisico dei tennisti sia messo a durissima prova, aumentando il numero degli infortuni durante la stagione e mettendo a repentaglio la longevità dei giocatori stessi.

In uno dei suoi interventi su El Pais, Toni Nadal ha fornito la sua chiave di lettura su questo argomento aprendo ad un cambiamento epocale. “Ritengo urgente apportare delle modifiche e rivedere la programmazione, altrimenti si rischia di compromettere irrimediabilmente la salute dei giocatori. Giocare al meglio dei tre set anche negli Slam come fanno le ragazze? Sarebbe certamente una buona soluzione, anche se si andrebbe a rompere una tradizione molto radicata” – ha scritto lo zio di Rafa.

Toni ha proseguito: “Un’alternativa sarebbe quella di programmare i quarti di finale su due campi diversi, come già avviene a Wimbledon e al Roland Garros. Questa scelta avrebbe senso, ma bisognerebbe considerare l’altro lato della medaglia. I due incontri della giornata si svolgerebbero contemporaneamente, quindi gli appassionati non avrebbero l’opportunità di godersi a pieno lo spettacolo.” Lo zio più famoso del tennis ha rincarato la dose nel finale: “Il tennis è forse l’unico sport che non ha cambiato nulla da quando è stato inventato. Il mondo cambia e lo sport dovrebbe essere reso più facile, ecco perché sono nate discipline come il padel. Dobbiamo adattarci al cambiamento.”