Il Masters 1000 canadese ha cambiato completamente volto nel giro di dodici mesi. Nel 2025, quando il torneo maschile si disputò a Toronto, i campi furono tra i più rapidi dell’intera stagione sul cemento. L’edizione 2026 di Montreal sta invece proponendo condizioni decisamente più lente, come confermano i dati relativi al Court Pace Index.

Il CPI registrato a Montreal è pari a 35,4, contro il 44,6 rilevato lo scorso anno a Toronto. Una differenza notevole, anche se va ricordato che il torneo canadese alterna le due sedi e che le caratteristiche dei campi non sono necessariamente identiche.

Da una superficie veloce a condizioni intermedie

In base alla classificazione utilizzata per il CPI, un valore superiore a 44 identifica una superficie veloce, mentre i valori compresi tra 35 e 39 indicano condizioni di velocità media. Montreal non può quindi essere considerato un torneo estremamente lento in senso assoluto, ma la differenza rispetto a Toronto 2025 è evidente.

Le condizioni veloci dello scorso anno valorizzarono il servizio e il tennis aggressivo di Ben Shelton, poi vincitore del torneo. Questo non significa che la superficie sia stata la causa diretta del suo successo, ma certamente risultava particolarmente adatta alle caratteristiche dello statunitense.

Il confronto più corretto con l’ultima edizione maschile disputata a Montreal, quella del 2024, evidenzia comunque un rallentamento: in quell’occasione il CPI era stato di 37,8, 2,4 punti superiore rispetto al dato attuale.

Fils: «Condizioni quasi più lente della terra»

La percezione dei giocatori ha trovato conferma nei numeri. Arthur Fils ha paragonato le condizioni incontrate in Canada a quelle della terra battuta, arrivando a descrivere la superficie come quasi più lenta rispetto ad alcuni campi sul rosso.

Il francese ha dovuto modificare il proprio piano tattico, accettando scambi più lunghi e cercando maggiore pazienza nella costruzione dei punti. La palla tende infatti a perdere velocità dopo il rimbalzo, concedendo agli avversari più tempo per difendersi e rendendo meno immediata la chiusura dello scambio.

Fils possiede comunque le qualità fisiche e tecniche necessarie per adattarsi a queste condizioni, come dimostrano i risultati ottenuti sulla terra battuta. Le sue parole rappresentano quindi soprattutto un’osservazione sulla grande differenza rispetto alle tradizionali caratteristiche della tournée nordamericana.

Più lento di Indian Wells e Miami

Il dato di Montreal risulta inferiore anche a quelli registrati nei primi Masters 1000 dell’anno sul cemento. Indian Wells ha presentato un CPI di 39,3, mentre Miami si è attestata a 39,2.

Il confronto è significativo soprattutto considerando che Indian Wells è stato storicamente indicato come uno dei tornei più lenti sul cemento. Nel 2026, però, gli organizzatori hanno aumentato la velocità della superficie rispetto all’edizione precedente.

Madrid, disputato sulla terra battuta, ha fatto registrare un CPI di 29,8. La distanza tra Madrid e Montreal è quindi di 5,6 punti, mentre quella tra Montreal e Indian Wells è di 3,9: i campi canadesi rimangono più veloci della terra, ma si collocano nella zona più lenta tra i grandi eventi sul duro disputati finora.

Il CPI non racconta tutto

Il Court Pace Index misura principalmente l’attrito e la restituzione dell’energia della superficie, ma non descrive da solo tutte le condizioni di gioco. Temperatura, umidità, palline utilizzate e condizioni atmosferiche possono modificare sensibilmente la velocità percepita dai giocatori.

Il dato di 35,4 non trasforma Montreal in un torneo sulla terra battuta, ma conferma una netta inversione rispetto alla rapidissima edizione di Toronto 2025. Le parole di Fils sintetizzano le sensazioni dal campo: in Canada, quest’anno, per conquistare il punto servono maggiore pazienza e diversi colpi in più.