Gaël Monfils ha ricevuto l’abbraccio di Parigi. Il francese, che aveva immaginato di chiudere la carriera disputando il suo ultimo torneo davanti al pubblico di casa, è tornato sul Centrale del Masters 1000 per una serata di saluti, amicizia e gratitudine. Un giro d’onore, gli applausi degli spettatori e le persone che hanno condiviso con lui tanti anni di circuito hanno accompagnato il suo congedo.

Il momento più personale è arrivato con la dedica alla figlia Skai, quattro anni, che gli ha confidato di voler diventare una campionessa di tennis.

Un addio arrivato prima del previsto

Monfils aveva programmato di concludere la propria avventura agonistica proprio a Parigi. Nelle scorse settimane, però, aveva spiegato quanto la separazione da Elina Svitolina avesse inciso sul suo benessere e sulla possibilità di allenarsi come avrebbe voluto, contribuendo alla decisione di anticipare il ritiro.

La carriera si è così conclusa senza quell’ultimo incontro nella capitale francese. È rimasto, tuttavia, il desiderio di salutare personalmente gli appassionati: il torneo gli ha riservato una cerimonia prima della sfida tra Rafael Jódar e Casper Ruud, restituendogli l’affetto accumulato in oltre due decenni.

La dedica a Skai: «Spero che un giorno diventi una campionessa»

Nel suo saluto, Gaël ha intrecciato la fine della carriera con un pensiero rivolto al futuro della figlia. Un passaggio nel quale ha ricordato anche una data importante della propria storia familiare.

«Mia figlia Skai, che ha quattro anni, mi ha detto che vuole diventare una campionessa di tennis… Skai, dedico questo addio a te, il 3 novembre 2026 a Parigi, esattamente otto anni dopo l’inizio della mia relazione con tua madre. E spero che un giorno anche tu diventi una campionessa di tennis».

Parole che hanno dato alla cerimonia un significato intimo, accanto alla celebrazione del giocatore e dei suoi risultati.

Gli amici di una vita al suo fianco

Sul campo, insieme a Monfils, c’erano Jo-Wilfried Tsonga, Richard Gasquet, Gilles Simon e Benoît Paire. Compagni di viaggio, avversari e amici che hanno voluto accompagnarlo in questo passaggio.

An emotional Gael Monfils:

‘My 4-year-old daughter Skai told me she wants to be a tennis champion… Skai, I dedicate this farewell to you, November 3, 2026 in Paris, eight years to the day I got with your mother [Elina Svitolina], and I hope one day you’re a tennis champion too’ https://t.co/QdvkSzMUNS

— Bastien Fachan (@BastienFachan) November 3, 2026

Con Tsonga, Gasquet e Simon, Gaël ha condiviso una lunga stagione del tennis francese, fatta di aspettative, sfide e ricordi comuni. Ritrovarli al momento del saluto ha reso ancora più forte il legame tra la sua vicenda personale e quella di un’intera generazione.

Tredici titoli e un modo unico di coinvolgere il pubblico

Monfils lascia il circuito a 40 anni, con 13 titoli ATP, due semifinali Slam e il numero 6 come miglior classifica mondiale. Ai risultati si aggiunge un repertorio che lo ha reso immediatamente riconoscibile: recuperi spettacolari, accelerazioni improvvise, tuffi e soluzioni capaci di far alzare gli spettatori.

Il suo carisma ha attraversato generazioni di appassionati e giocatori. Nei messaggi dedicati al francese, Roger Federer ha sintetizzato quel fascino con una frase: «Tutti volevamo essere un po’ Gaël Monfils». Ben Shelton ne ha raccontato invece l’influenza sul proprio percorso: «Sei tu che mi hai fatto venire voglia di giocare a tennis».

A Parigi, il giro d’onore e il saluto a Skai hanno chiuso una serata nella quale quel legame con il tennis e con il pubblico è tornato al centro della scena.