Il 2026 è l’anno della definitiva consacrazione di Alejandro Davidovich Fokina. Lo spagnolo ha conquistato all’ATP 250 di Chengdu il secondo titolo della stagione nonché della carriera, superando in finale Hubert Hurkacz per 6-4 7-6(7) e confermando il salto di qualità mostrato negli ultimi mesi. Prima di questa stagione lo spagnolo aveva disputato ben cinque finali nel circuito maggiore senza mai riuscire a sollevare un trofeo. La dea bendata sembrava avergli voltato le spalle, poi qualcosa è cambiato.
L’incantesimo si è spezzato a giugno, sull’erba di Mallorca, dove Fokina ha battuto Ethan Quinn conquistando il primo trionfo ATP da professionista. Un successo di inestimabile valore che è sembrata avergli tolto un peso enorme dalle spalle. Dopo anni in cui talento e spettacolo non erano sempre andati di pari passo con i risultati, il classe 1999 ha finalmente iniziato a raccogliere i frutti con maggiore continuità. Tre mesi più tardi è infatti arrivata la conferma sul cemento cinese.
La vittoria ha certificato la crescita dell’iberico e ci ha concesso ancora una volta di ricordare quanto l’età sia solo un numero e quanto non esista un momento uguale per tutti per sbocciare. In Cina il numero 28 del mondo ha suggellato una settimana di alto livello fino all’atto finale contro Hurkacz, per il primo titolo sul veloce. Due trofei su due superfici differenti nel giro di pochi mesi raccontano meglio di qualsiasi altra cosa il suo 2026. Il talento non è mai mancato: adesso Davidovich Fokina sembra aver finalmente imparato anche a vincere.
