Il tennis non vive soltanto di risultati. Tra scalate rapidissime nel ranking, ritorni inattesi, polemiche sul calendario e dichiarazioni destinate a far discutere, sono diverse le storie curiose che arrivano dai circuiti ATP e WTA.

Una delle più sorprendenti riguarda Arthur Fery. Soltanto poche settimane fa il britannico era fuori dalla Top 150 ATP e frequentava soprattutto il circuito Challenger. La straordinaria semifinale raggiunta a Wimbledon grazie a una wild card ha però cambiato completamente la sua stagione.

Fery è salito fino alla posizione numero 36 del ranking e a Cincinnati vivrà una situazione quasi paradossale: al suo primo Masters 1000 disputato da ammesso direttamente nel tabellone principale sarà già testa di serie numero 32 e, di conseguenza, usufruirà di un bye al primo turno.

In poche settimane è quindi passato dai Challenger alla possibilità di saltare direttamente il primo turno di un Masters 1000. Una scalata che racconta quanto rapidamente possa cambiare la carriera di un giocatore dopo un grande risultato in uno Slam.

A Cincinnati ci sarà invece un ritorno che colpisce soprattutto guardando il numero accanto al nome: Thanasi Kokkinakis entrerà nel tabellone del Masters 1000 da numero 434 ATP.

L’australiano è precipitato in classifica a causa dei numerosi problemi fisici che ne hanno condizionato la carriera, ma avrà un’altra occasione sul grande palcoscenico. Al primo turno affronterà Nuno Borges.

Vedere un giocatore con l’esperienza e il talento di Kokkinakis occupare una posizione così bassa nel ranking e allo stesso tempo scendere in campo in un Masters 1000 rappresenta una delle immagini più curiose di questo Cincinnati Open.

Sul circuito femminile, invece, fanno discutere le parole di Rennae Stubbs nei confronti di Aryna Sabalenka.

L’ex campionessa di doppio ed ex allenatrice di Serena Williams ha parlato della serie YouTube “Aryna’s Arena”, con la quale la numero uno del mondo sta mostrando sempre più aspetti della propria vita privata e di ciò che accade lontano dal campo.

Secondo Stubbs, in un momento nel quale Sabalenka sta attraversando qualche difficoltà in più rispetto ai periodi migliori, un’esposizione così intensa potrebbe diventare una distrazione.

Il tema è interessante perché la comunicazione diretta attraverso vlog e social sta diventando sempre più importante per i giocatori, ma allo stesso tempo apre il dibattito sul confine tra costruzione della propria immagine e necessità di mantenere la concentrazione sull’attività agonistica.

Non manca poi l’ennesimo attacco al calendario ATP.

Alexander Zverev ha fatto un calcolo molto semplice riguardante la stagione nordamericana: disputando Canadian Open, Cincinnati e US Open, un giocatore di vertice può trascorrere circa sette settimane consecutive in Nord America.

Il tedesco è tornato così a criticare il formato allungato dei Masters 1000 su dodici giorni.

“Se giochi tutto, trascorri sette settimane qui in Nord America”, ha sottolineato Zverev, tornando su uno dei temi più discussi degli ultimi mesi: il rapporto tra tornei sempre più lunghi, esigenze commerciali e recupero fisico dei giocatori.

Una discussione resa ancora più attuale dai dati diffusi recentemente dalla PTPA sull’aumento degli infortuni nel circuito professionistico.

Infine, una situazione particolare ha riguardato Coco Gauff a Toronto.

La statunitense avrebbe dovuto affrontare Belinda Bencic nei quarti di finale, ma la svizzera è stata costretta al ritiro per un problema all’anca. Gauff ha così conquistato l’accesso alla semifinale senza dover scendere in campo.

Ad attenderla ci sarà Elena Rybakina, per una sfida che presenta anche una piccola curiosità: le due non si affrontavano proprio dal torneo canadese del 2022.