L’ex numero 4 al mondo ha dovuto fare i conti con un numero impressionante di infortuni negli ultimi anni

Nonostante sia ancora giovane, Jack Draper ha già dovuto fare i conti con un numero impressionante di infortuni negli ultimi anni. Il giocatore inglese ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per inserirsi nella lotta al vertice del tennis maschile, ma finora non ha mai trovato la continuità necessaria per esprimere a pieno il suo potenziale. L’ex Top 5 ci è riuscito soltanto a tratti, soprattutto a cavallo fra il 2024 e il 2025, raggiungendo una semifinale allo US Open e conquistando il suo primo Masters 1000 sul cemento di Indian Wells.

A causa dei problemi fisici, che hanno reso il suo 2026 un travaglio, Jack è scivolato fuori dalla Top 150 del ranking ATP e il suo futuro è nebuloso. In una lunga intervista rilasciata a ‘Men’s Health UK‘, l’ex numero 4 al mondo ha ripercorso la sofferenza delle ultime stagioni: “La longevità è un obiettivo che voglio raggiungere. Il mio desiderio è giocare il più a lungo possibile. Sento dire che abbiamo la possibilità di scegliere quanti tornei disputare, ma la verità è che – se vuoi salire in cima – devi giocare settimana dopo settimana. Gli infortuni non riguardano solo me, basta dare un’occhiata ai dati. Ciò ha a che fare anche con l’evoluzione del nostro sport: campi più lenti, palline più lente e un dispendio fisico sempre più estremo. La situazione non è delle migliori.”

Draper non si è trattenuto: “Non auguro a nessuno di subire infortuni. Il problema che ho avuto al braccio è stato davvero serio, soprattutto considerando lo slancio che avevo appena acquisito. Ero tra i migliori giocatori al mondo in quel frangente e mi è stato portato via tutto. Quell’infortunio non voleva guarire ed è stata dura. Un esperienza del genere ti insegna qualcosa su te stesso e sulle persone che ti circondano. Quando le cose vanno bene sono tutti gentili, ma è quando vanno male che capisci chi ti vuole bene veramente. Sono pieno di energia per affrontare al meglio la seconda metà della mia carriera.”