Novak Djokovic torna a Pechino con un obiettivo preciso: vincere. Il serbo vuole voltare pagina dopo una difficile tournée nordamericana e ritrovare fiducia in un torneo al quale è legato da ricordi particolarmente felici. La sua ambizione resta intatta: continuare a competere per i titoli, senza considerare sufficiente qualche vittoria nei primi turni.

Durante l’incontro con la stampa prima dell’ATP 500 cinese, Djokovic ha parlato della propria condizione fisica, dell’affetto del pubblico e della capacità di ripartire dopo le sconfitte.

Il ritorno dopo undici anni: “Qui ho sempre ricevuto un sostegno enorme”

“Sono passati undici anni dall’ultima volta che ho giocato qui. In questo torneo ho ottenuto grandi risultati. Mi è sempre piaciuto giocare in Cina, soprattutto a Pechino. Ho sempre ricevuto un sostegno enorme”, ha raccontato Djokovic.

“L’atmosfera è fantastica. Sia durante gli allenamenti sia nelle partite si avvertono l’affetto e il sostegno degli appassionati cinesi. È un’accoglienza che ritrovo sempre con grande piacere”.

Per prepararsi al meglio, Novak ha deciso di raggiungere Pechino con qualche giorno di anticipo: “Sapevo che prima o poi sarei tornato e sono molto felice che sia finalmente successo quest’anno. Sono arrivato in anticipo per disputare alcuni set di allenamento e trascorrere qualche ora in campo prima dell’inizio del torneo”.

Il serbo ha apprezzato anche le strutture: “Sono migliorate moltissimo, anche se, a dire il vero, sono sempre state straordinarie, tra le migliori del nostro sport. Qui ho vissuto momenti bellissimi e provato sensazioni molto positive. Spero di ritrovarle e di disputare un grande torneo”.

La condizione fisica: “Le sensazioni sono buone, ma la partita è un’altra cosa”

Djokovic ha descritto in termini positivi i primi giorni di preparazione, pur distinguendo il lavoro in allenamento dall’impegno di una partita ufficiale.

“Per il momento mi sento bene. Vedremo. Naturalmente, giocare una partita ufficiale è molto diverso dal disputare qualche set di allenamento, ma finora le sensazioni sono buone”, ha spiegato.

“Avevo tanta voglia di tornare in Cina. I risultati che ho ottenuto qui parlano da soli e mi danno una fiducia in più, di cui ho davvero bisogno. Finora è andato tutto molto bene, sia dal punto di vista fisico sia per le sensazioni in campo e la qualità del mio gioco”.

In questa fase della carriera, anche la scelta degli appuntamenti assume un peso diverso: “Cerco di scegliere i tornei nei quali mi piace giocare, dove ho avuto successo e dove sento il calore del pubblico. Nelle stagioni precedenti avevo provato a inserire Pechino nel calendario, ma alla fine ero riuscito a partecipare soltanto a Shanghai. Quest’anno Pechino era tra le mie priorità e sono davvero contento di essere qui”.

“Se volessi soltanto divertirmi, potrei giocare delle esibizioni”

Il piacere di ritrovare un ambiente familiare si accompagna a un obiettivo sportivo che Djokovic ha espresso senza esitazioni.

“Non si tratta mai soltanto di divertirsi. Se volessi semplicemente godermi l’affetto del pubblico, potrei giocare delle esibizioni. Partecipo a un torneo professionistico perché voglio vincere. È questa la mia motivazione principale: competere, battere l’avversario che ho di fronte e cercare di arrivare il più lontano possibile”.

Il sostegno degli spettatori può aiutarlo, ma le aspettative nascono prima di tutto da lui: “Giocare in un luogo nel quale ti senti a tuo agio, per le condizioni, il pubblico e l’atmosfera, può permetterti di esprimerti ancora meglio. Ho sempre delle aspettative nei miei confronti”.

“Dopo la carriera che ho avuto, non posso accontentarmi di superare i primi turni di un torneo e ritenermi soddisfatto”, ha aggiunto. “Punto sempre ad arrivare alle fasi finali di ogni torneo al quale partecipo. Vale anche adesso e sarà così finché continuerò a competere ai massimi livelli”.

Come affrontare le sconfitte: “Accettarle e ripartire”

Djokovic ha poi spiegato come cerca di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita.

“Le sfide ci sono sempre. Sono anche opportunità per crescere, imparare qualcosa dalle esperienze vissute e ricavarne indicazioni utili per migliorare, sia come persona sia come giocatore. Cerco di coltivare questa mentalità”.

Una riflessione che convive con il desiderio di vincere ogni partita: “Quando sei in campo, sei un combattente. Non vuoi perdere, vuoi vincere. Cerchi di fare tutto ciò che è nelle tue possibilità. Se l’avversario è stato più bravo, devi accettarlo e andare avanti”.

Il calendario offre poi la possibilità di ricominciare: “Il bello del tennis è che c’è sempre una nuova occasione. Praticamente ogni settimana si disputa un torneo. Lo spettacolo deve continuare. Volti pagina, riparti e affronti l’appuntamento successivo cercando di dare il meglio di te”.

Per Djokovic, quella nuova occasione si chiama Pechino. Il campo dirà se alle buone sensazioni dei primi allenamenti seguiranno i risultati che cerca.