In occasione dell’uscita del documentario “Il lupo d’inverno”, Novak Djokovic torna a parlare di quanto accaduto in Australia nel 2022
A distanza di oltre quattro anni, Novak Djokovic torna a parlare di quanto accaduto in Australia nel gennaio del 2022. In occasione dell’uscita su Prime Video del documentario “Il lupo d’inverno” – che ripercorre l’intera carriera del 24 volte campione Slam – il sebo ha raccontato nel dettaglio quanto accaduto in quelle settimane estremamente concitate. Vale la pena ripercorrere in breve quanto accaduto: nel 2022 l’Australia imponeva a chiunque volesse entrare nel paese di essere vaccinato per il Covid-19. Djokovic dichiarò apertamente in un post Instagram di non essere vaccinato, ma di godere di una speciale esenzione, avendo contratto il virus due volte nei sei mesi precedenti. Dopo un lungo dibattito e un caso che scosse l’intero paese, venne deciso che Nole non poteva partecipare al primo Slam dell’anno, e venne rispedito a casa.
Nel documentario sopra menzionato, Djokovic racconta la sua verità. “Non ero vaccinato, ma avevo avuto il Covid due volte nei sei mesi precedenti, quindi potevo entrare grazie a un’esenzione speciale. Dissi io a mia moglie di pubblicare quel post, anche se lei non era d’accordo”. Nel documentario compare ovviamente Jelena Djokovic, che spiega come a suo modo di vedere la pubblicazione di quel post era un errore. “Volle a tutti i costi far sapere che non era vaccinato, io non ero d’accordo. Gli consigliari di tagliare corto, ma la decisione era la sua. Si scatenò l’inferno.”
A Djokovic viene poi posta la domanda che, probabilmente, in tanti avrebbero voluto fargli a quel tempo. “Perché non mi sono vaccinato? Pensavo di non averne bisogno. Sono un atleta, sono in forma, ho avuto il Covid e quindi sono immune. Per quale motivo dovrei vaccinarmi? La libertà di scelta è un diritto fondamentale per ogni essere umano. Non ho mai detto di essere pro o contro il vaccino, non mi sono mai schierato. Escludermi dal paese fu una decisione politica, non riguardava l’aspetto sanitario”. Va ricordato come l’Australia introdusse uno dei lockdown più duri e severi di tutto il mondo, con migliaia di australiani che non potevano tornare nella propria casa.
