Il tennista romano non è riuscito a trovare il giusto feeling con la palla, e a nulla è servita la reazione nervosa nel quarto set
La più classica delle giornate storte, dove se qualcosa può andare male andrà sicuramente peggio. Così Matteo Berrettini prova a spiegare la sconfitta rimediata al secondo turno degli US Open, arrivata per mano di Mariano Navone che si è imposto in quattro set. “Una giornata storta che è diventata stortissima – spiega il romano ai microfoni di SuperTennis – ho giocato male e non ho mai trovato il feeling con la palla. Bisogna fare i complimenti a Navone per il match giocato e per il livello mostrato sul cemento. Sono sicuramente amareggiato, so di poter giocare meglio ma questo è. I prossimi giorni saranno difficili ma questo è quello che facciamo, dispiace perché tengo molto a questo torneo”. I 77 errori non forzati, con più della metà dal lato del dritto, fotografano la giornata storta di Berrettini, nonostante il set vinto in apertura.
Berrettini spiega poi cosa è accaduto nel quarto set, quando il contro break realizzato nel sesto gioco sembrava poter far girare la partita. “Quando entri in una spirale negativa tutto si trascina, mi sentivo male, sentivo di non fare male con il dritto e da quel momento mi sono innervosito. Son stato bravo di nervi a tirare fuori qualcosa per realizzare il contro break, ma non sono riuscito a cambiare passo”.
