L’ex capitano azzurro di Coppa Davis ha commentato la decisione di Jannik di saltare l’ultimo Major stagionale

La notizia del forfait di Jannik Sinner agli US Open 2026 ha lasciato tutti senza parole. Si sapeva che il numero 1 del mondo fosse alle prese con un problema al ginocchio, che lo aveva già costretto a saltare i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, ma francamente nessuno si aspettava che quel fastidio avrebbe compromesso la sua presenza nell’ultimo Slam stagionale. Nonostante abbia fatto tutto il possibile insieme al suo team e ai medici che lo seguono, il fuoriclasse azzurro si è reso conto che non sarebbe stato pronto per disputare un torneo così esigente dal punto di vista fisico.

Grazie al vantaggio accumulato nei mesi scorsi, il 25enne di Sesto Pusteria non rischia di perdere la leadership del ranking ATP e può recuperare con calma in vista dello swing asiatico. Al tempo stesso, saltare uno dei quattro eventi più importanti del calendario rappresenta certamente un duro colpo. In un’intervista a ‘Il Corriere della Sera‘, Corrado Barazzutti si è espresso sulla decisione di Jannik di rinunciare allo US Open: “Sia da giocatore che da coach, ho sempre mantenuto l’idea che non si scherza con gli infortuni. Ho visto da vicino giocatori che si sono presi dei rischi e ne hanno pagato le conseguenze. Un atleta sa quando è meglio fermarsi, avendo uno staff molto competente attorno e tutti gli elementi per fare una valutazione accurata.”

L’ex capitano azzurro di Coppa Davis ha proseguito: “Lo US Open poteva essere un altro Slam da aggiungere in bacheca: i 24 di Novak Djokovic sono ancora lontanissimi, ma si inizia a sognare attraverso un tassello alla volta. Se Sinner non ci ha nemmeno provato, mi viene da pensare che si tratti di un infortunio abbastanza serio.” A seconda di come evolverà la situazione del suo ginocchio, il cinque volte vincitore Slam deciderà quando fare il suo rientro. L’ipotesi più probabile è che ciò avvenga all’ATP 500 di Pechino, dove sarà chiamato a difendere il titolo vinto l’anno scorso.