Il lavoro in palestra, la corsa e una preparazione costruita nel corso degli anni. Alexander Zverev indica questi elementi tra le basi della sua continuità agonistica, un fattore particolarmente importante in una stagione nella quale ha conquistato due titoli del Grande Slam e sostenuto un calendario intenso.

Il confronto con Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nasce dalle diverse vicende fisiche dei tre protagonisti del circuito: mentre l’azzurro e lo spagnolo hanno dovuto affrontare lunghe interruzioni, il tedesco ha potuto dare maggiore continuità alla propria attività. Nelle dichiarazioni riportate da Tennis365, però, Zverev parla soprattutto del proprio metodo di lavoro, senza attribuire gli infortuni degli avversari a carenze nella loro preparazione.

«L’aspetto fisico mi ha sempre reso orgoglioso»

Per Sascha, allenare i colpi e preparare il corpo sono due parti dello stesso percorso. Il lavoro sul campo resta centrale, ma ciò che viene svolto lontano dalla racchetta permette di sostenere lo sforzo della competizione.

«Sì, certamente. Credo sia proprio per questo che faccio tutto quel lavoro. Il tennis è una componente fondamentale e sappiamo tutti quanto sia importante allenarsi in campo, perché è lì che alla fine si vince o si perde», ha spiegato il tedesco.

«Ma l’aspetto fisico è qualcosa di cui sono sempre stato molto orgoglioso durante la mia carriera. Ho sempre cercato di migliorare le mie capacità fisiche e di spingerle un po’ più avanti».

Una preparazione che Zverev considera un investimento nel tempo: la possibilità di affrontare tanti incontri dipende anche dal lavoro svolto tra un torneo e l’altro, quando non ci sono pubblico, punti o trofei in palio.

La palestra, la corsa e la fiducia nel proprio corpo

Il tedesco ha sottolineato quanto conti, avvicinandosi ai trent’anni, poter continuare a fare affidamento sulla propria tenuta.

«Il lavoro in palestra, la corsa e tutto quello che fai fuori dal campo da tennis sono fondamentali sotto questo aspetto. Ho 29 anni, sono vicino ai 30 e sento che il mio corpo risponde. Ho avuto quell’infortunio alla caviglia e anche qualche piccolo problema alla schiena e altre cose, ma sento che il mio corpo c’è, che risponde, ed è una sensazione fantastica».

Le sue parole non descrivono una carriera priva di difficoltà fisiche. Il riferimento alla caviglia riporta alla semifinale del Roland Garros 2022 contro Rafael Nadal, quando un grave infortunio interruppe la sua stagione e lo costrinse a una lunga riabilitazione. Un episodio che rende ancora più significativo il valore attribuito oggi alla possibilità di allenarsi e competere con continuità.

Una stagione da 71 incontri e 16 tornei

Secondo i dati riportati nell’approfondimento, Zverev ha accumulato 71 partite in 16 tornei nel 2026, senza dover rinunciare a una parte importante della stagione per un infortunio. Numeri che mostrano il carico sostenuto dal tedesco e aiutano a comprendere perché consideri la preparazione atletica uno dei punti di forza del proprio percorso.

La continuità gli ha permesso di mantenere il ritmo agonistico e di presentarsi ai grandi appuntamenti senza dover ricostruire ogni volta la condizione dopo uno stop. È un vantaggio concreto, soprattutto in una stagione lunga, nella quale recuperare tra una partita e l’altra può diventare importante quanto esprimere il proprio tennis migliore.

Il confronto con Sinner e Alcaraz

Per Alcaraz, il problema al polso ha comportato le rinunce a Roland Garros e Wimbledon; per Sinner, quello al ginocchio ha impedito la partecipazione agli US Open. Assenze che hanno inciso sulle rispettive stagioni e sulla possibilità di competere nei tornei più importanti.

Da queste differenze non si può però ricavare automaticamente una graduatoria sulla qualità della preparazione dei tre giocatori. Le dichiarazioni di Zverev spiegano il valore che il tedesco attribuisce al proprio lavoro, ma non dimostrano che gli stop dei rivali fossero evitabili.

Il messaggio di Sascha riguarda soprattutto la fiducia conquistata attraverso gli allenamenti: poter chiedere molto al proprio corpo e sentirlo ancora pronto a rispondere. In un calendario così impegnativo, è una certezza che il tedesco considera parte essenziale delle sue ambizioni.