Una serie di coincidenze fanno sì che il 2 novembre non sia assolutamente una data casuale per Alexander Zverev
Ci sono momenti che sembrano essere scritti nel destino, anche se lungo e tortuoso è il cammino per poterli vivere. Questo è il pensiero che deve essere passato nella testa di Alexander Zverev nella giornata di ieri, quando sul Campo Centrale della Defense Arena alzava al cielo il trofeo del numero uno al mondo. Se il traguardo raggiunto è di per sé il coronamento di una carriera intera, a rendere tutto più suggestivo e romantico è stato un particolare, ovvero la data: il 2 novembre.
A svelare il legame quasi ‘viscerale’ che Zverev intrattiene con questa data è stato lo stesso tennista tedesco, tramite un post pubblicato su Instagram. Era il 2 novembre del 1984 quando i genitori – Aleksandr Zverev e Irina Vladimirovna Fateeva – convolano a nozze, e sempre in quella data ma diciassette anni più tardi Zverev riceve la diagnosi del diabete di tipo 1, all’età di 4 anni. Nel 2009, sempre il 2 di novembre, è il padre di Sascha a ricevere una diagnosi preoccupanti, un’embolia polmonare.
E quando la vita sembra essersi accanita contro di te, ecco che il destino gira. Il 2 novembre del 2015 è il giorno in cui Marcelo Melo – grande amico di Zverev e suo attuale compagno di doppio – diventa numero uno al mondo nella specialità, fino ad arrivare al 2026, quando è Sascha a salite in vetta al ranking ATP in singolare. Quando si dice il destino.
