Coco mette la ciliegina su un torneo perfetto, in cui è salita di livello con il passare dei match. La sua speranza è di esprimere questo livello anche a New York

Non c’è stata praticamente storia nella finale del WTA 1000 di Cincinnati, che proponeva il derby a stelle e strisce fra Coco Gauff e la connazionale Jessica Pegula. Il pubblico di casa – che aveva dovuto digerire il ko di Frances Tiafoe per mano di Arthur Fils nella finale maschile – si è rifatto con la vittoria della numero 4 del seeding, autrice di un torneo quasi perfetto. Chi si aspettava un incontro equilibrato è rimasto deluso, visto che Cori si è imposta grazie ad un netto 6-2 6-4 in appena un’ora e un quarto di gioco.

I numeri non lasciano troppo spazio alle interpretazioni: Gauff è stata infatti superiore in tutti gli aspetti. Ha conquistato 14 punti in più della sua avversaria, probabilmente affaticata dopo la dura semifinale contro Iga Swiatek, e ha sfruttato cinque delle sei palle break a sua disposizione (avendone concesse soltanto due a Jessica). Inoltre, Coco è stata più incisiva sia con la prima che con la seconda, mettendo costantemente sotto pressione una Pegula che non ha mai trovato le necessarie contromisure.

Per Gauff si tratta del primo titolo stagionale e del secondo trionfo in Ohio dopo quello nel 2023, quando poi sollevò il trofeo anche agli US Open. La sua speranza è di fare lo stesso quest’anno e le premesse ci sono tutte visto il precario stato di forma delle sue rivali più accreditate. Aryna Sabalenka sta attraversando il momento di crisi più accentuato da quando è diventata numero 1 del mondo ed Elena Rybakina ha subito un infortunio alla gamba proprio a Cincinnati, tanto che la sua presenza a New York appare in forte dubbio.

“Con il passare dei match, mi sono sentita sempre più sicura” – ha detto la statunitense al termine di una finale dominata. “Il lavoro che ho fatto insieme al mio team ha sortito gli effetti sperati e mi auguro di riuscire ad esprimere questo livello anche a New York, dove ci sono condizioni differenti. So che vincere a Cincinnati non mi dà alcuna garanzia di fare bene agli US Open, ma mi presento lì con sensazioni positive e non vedo l’ora di godermi il mio Slam di casa” – ha aggiunto.