Una decisione destinata a far discutere. Stan Wawrinka non ha ricevuto una wild card per il tabellone principale degli US Open 2026 e non potrà quindi concedersi l’ultimo saluto al pubblico di Flushing Meadows nel torneo che dieci anni fa gli regalò uno dei momenti più importanti della carriera.

Il 41enne svizzero ha già annunciato che il 2026 sarà la sua ultima stagione nel circuito professionistico e nelle scorse settimane non aveva nascosto il desiderio di disputare ancora una volta lo Slam americano.

Wawrinka aveva infatti presentato direttamente la propria richiesta agli organizzatori: «Ho chiesto una wild card per gli US Open. Spero di poterci giocare un’ultima volta», aveva spiegato nel mese di luglio.

La risposta della USTA è però stata negativa.

Le ultime due opportunità disponibili sono finite nelle mani di Darwin Blanch e Patrick Kypson. Blanch ha beneficiato dello spazio liberatosi dopo che Martin Damm, inizialmente destinatario di una wild card, è riuscito a entrare direttamente nel tabellone in seguito ai forfait; l’ultimo invito è stato invece assegnato a Kypson.

Una decisione particolarmente dolorosa per Wawrinka considerando il suo rapporto con New York.

Lo svizzero ha disputato 17 edizioni degli US Open e nel 2016 conquistò il titolo battendo in finale Novak Djokovic. Fu il terzo e ultimo Slam della sua carriera dopo l’Australian Open 2014 e il Roland Garros 2015.

Proprio per questo in molti si aspettavano un trattamento simile a quello ricevuto durante gli altri Slam della sua stagione d’addio.

Wawrinka ha infatti potuto salutare Australian Open, Roland Garros e Wimbledon grazie alle rispettive wild card. A Melbourne si era spinto fino al terzo turno, mentre a Parigi e Londra era uscito all’esordio.

A Wimbledon, contro Matteo Berrettini, è così arrivata quella che a questo punto resterà l’ultima partita Slam della carriera dello svizzero.

La scelta degli US Open

La USTA aveva inizialmente annunciato sette delle otto wild card del tabellone maschile. Tra queste figuravano diversi giovani statunitensi e due posti legati agli accordi di reciprocità con le federazioni francese e australiana.

È quindi importante sottolineare che la presenza di Gael Monfils, anche lui all’ultima stagione della carriera, non rappresenta propriamente una scelta effettuata “al posto” di Wawrinka: l’invito del francese deriva dall’accordo tra USTA e Federazione francese. Lo stesso principio vale per il posto riservato al tennis australiano.

L’attenzione era invece concentrata sull’ultima wild card discrezionale. Wawrinka sembrava uno dei candidati naturali, ma gli organizzatori hanno deciso di affidarla all’americano Patrick Kypson, attualmente intorno alla posizione numero 115 del ranking mondiale.

Sui social la decisione ha provocato numerose critiche, con diversi appassionati e addetti ai lavori che avrebbero preferito vedere gli organizzatori concedere al campione del 2016 un ultimo ingresso sull’Arthur Ashe Stadium.

Wawrinka aveva persino programmato la propria preparazione pensando a New York. A luglio aveva spiegato che, in caso di wild card, avrebbe disputato il Challenger di Cancun proprio per arrivare preparato agli US Open.

Il piano non si concretizzerà.

L’ultima apparizione dello svizzero a Flushing Meadows resterà quindi quella del 2024, quando venne sconfitto al primo turno dall’italiano Mattia Bellucci per 6-4 7-6(5) 6-3.

Dieci anni dopo il trionfo su Djokovic, Stan Wawrinka non avrà dunque la possibilità di salutare sul campo il pubblico degli US Open. Una scelta perfettamente legittima dal punto di vista regolamentare, ma che inevitabilmente lascia un po’ di amarezza pensando al peso dello svizzero nella storia recente del torneo e del tennis mondiale.