L’ex numero 3 del mondo potrà disputare l’ultimo Major della sua carriera grazie ad una wild card ottenuta davvero in extremis

Il mondo intero era rimasto deluso dalla scelta degli organizzatori degli US Open, che avevano deciso di negare una wild card a Stan Wawrinka per quello che sarebbe stato l’ultimo Slam della sua carriera. Il veterano svizzero – campione a New York esattamente dieci anni fa – aveva preso quella decisione con filosofia, ringraziando tutti coloro che lo avevano supportato nella Grande Mela e rimarcando il suo straordinario feeling con il torneo. Nella giornata di mercoledì, Patrick Kypson – che era stato il destinatario dell’ultima wild card – ha dovuto rinunciare a causa di un infortunio e l’invito è finito nelle mani di ‘Stanimal’. Giustizia fatta.

Durante la sua conferenza stampa pre-torneo, il tre volte vincitore Slam – che affronterà Matteo Berrettini al primo turno – ha raccontato l’assurda storia della wild card ricevuta in extremis: “Ero già tornato a casa e avevo accettato di non aver ricevuto un invito per disputare lo US Open. Se avessi avuto la classifica per entrare di diritto in tabellone, sarebbe stato tutto più facile. Speravo di ricevere una wild card, ma gli organizzatori avevano preso una decisione diversa e me ne ero fatto una ragione. Mercoledì mi hanno chiamato mentre ero in montagna in Svizzera e mi sono dovuto organizzare in fretta per arrivare qui in tempo.”

L’ex numero 3 del mondo ha vissuto il suo momento più magico a New York nell’edizione 2016: “Il ricordo più bello? Senza dubbio la finale. Affrontare una leggenda come Novak Djokovic è stato speciale. Questo sarà il mio ultimo Major e so già che proverò tante emozioni, ma sono carico e voglio godermi ogni istante. Giocare tutti e quattro gli Slam nell’ultimo anno della mia carriera era importante per me. New York è una delle mie città preferite, ho tanti amici e l’atmosfera è a dir poco incredibile.”

Wawrinka ha parlato brevemente della sfida contro Berrettini: “Sarà una rivincita della partita giocata a Wimbledon quest’estate, in cui abbiamo lottato strenuamente per quattro ore. Matteo è un rivale duro da affrontare in queste condizioni, oltre ad essere un bravo ragazzo e un buon amico. Sarà elettrizzante giocare contro di lui anche nella Grande Mela.”