Alexander Zverev è in finale allo US Open. Il tedesco ha superato Karen Khachanov con il punteggio di 6-3, 7-6(7), 7-6(6) al termine di una semifinale combattuta soprattutto nei due tie-break conclusivi. Un percorso in crescendo per Zverev, che ha raccontato quanto sia cambiato il suo rendimento rispetto all’inizio del torneo. “Il miglioramento è stato piuttosto drastico”, ha raccontato in conferenza stampa.

“Ho iniziato il torneo pensando: è inutile, qui non farò nulla. E invece eccomi qui, a preparare una finale. Nel tennis le cose possono cambiare molto velocemente, in positivo o in negativo. Per fortuna, per me è successo in positivo”.

Il ricordo del 2020

Per Zverev sarà la seconda finale allo US Open dopo quella giocata nel 2020 contro Dominic Thiem. Sei anni dopo, però, il contesto sarà completamente diverso: questa volta l’Arthur Ashe Stadium sarà pieno. “Allora era la mia prima finale Slam, ero inesperto e ancora giovane. Da quel momento sono successe molte cose, ho giocato altre finali e tante partite importanti. Sono sicuro che domenica l’atmosfera sarà completamente diversa. Sarà fantastico giocare una finale in un Arthur Ashe tutto esaurito e non in uno stadio vuoto”. Quella sconfitta, spiega il tedesco, è rimasta una ferita aperta fino alla conquista del suo primo titolo Slam al Roland Garros: “È stato così fino a quando ho vinto a Parigi. C’erano dubbi e domande sul fatto che sarei mai riuscito a vincerne uno. Ora che ci sono riuscito, va bene”.

Un tennis più aggressivo

Tra i cambiamenti del suo tennis c’è anche una maggiore ricerca dell’aggressività, un aspetto sul quale Zverev ha lavorato a lungo. Per il tedesco, però, la chiave non è prendere decisioni diverse durante il match, ma trasformare il lavoro in allenamento in automatismi. “È una scelta consapevole che fai in allenamento ogni giorno, così poi diventa automatica in partita. Durante un match non dovresti pensare: tutto deve essere un flusso. Nel tennis hai al massimo un secondo tra un colpo e l’altro, non hai il tempo per pensare. Tutto parte da come ti alleni e da quello che fai in allenamento”. Ora lo attende una finale contro Ben Shelton. Un avversario molto scomodo secondo Zverev: “Ben è un grande giocatore che fa della potenza una delle sue migliori qualità: il servizio e i colpi da fondo sono fortissimi”. Il tedesco non teme il sostegno del pubblico di casa per il suo prossimo avversario. “Mi piacciono queste atmosfere. Un pubblico rumoroso ed energico è sempre fantastico, finché è corretto e non interrompe i punti. Ho sempre apprezzato questo tipo di ambiente”. Dopo il primo Slam conquistato a Parigi, Zverev non sembra però intenzionato ad accontentarsi: “Vincere uno Slam era l’obiettivo ultimo, ma ora ne vogliamo di più. Vogliamo raggiungere traguardi più grandi. Continuiamo a lavorare duramente e siamo ancora molto concentrati”.