Gli US Open 2026 continuano a regalare episodi curiosi anche lontano dai risultati del campo. Nelle ultime ore sono diventati protagonisti Jelena Ostapenko, coinvolta in un’accesa discussione durante un incontro di doppio, e Stefanos Tsitsipas, autore sui social del racconto di un surreale viaggio in taxi. Intanto Wimbledon osserva quanto sta accadendo a New York e sceglie una strada decisamente più tradizionale nella gestione di influencer e content creator.
Ostapenko si infuria con il coach avversario
Jelena Ostapenko è tornata al centro di una controversia durante l’incontro di doppio femminile vinto insieme a Hsieh Su-wei contro Maya Joint e Chan Hao-ching. La coppia testa di serie numero 4 si è imposta con il punteggio di 6-4 6-4, conquistando l’accesso ai quarti di finale, ma il risultato è stato quasi oscurato da quanto accaduto durante un cambio di campo.
Hsieh si è avvicinata all’arbitro, mentre Ostapenko ha indicato il box delle avversarie chiedendo un intervento. Secondo la ricostruzione della lettone, l’allenatore della coppia rivale avrebbe applaudito e urlato dopo i loro errori, accompagnando alcuni colpi con commenti sarcastici pronunciati in cinese e successivamente tradotti da Hsieh.
«Lo fanno perché sanno di non poterci battere», ha detto Ostapenko all’arbitro, definendo il comportamento del tecnico «molto irrispettoso». La vincitrice del Roland Garros 2017 ha chiesto persino l’intervento di un interprete cinese per chiarire il contenuto delle frasi provenienti dal box.
Dopo aver ricevuto la rassicurazione che la situazione sarebbe stata gestita, Ostapenko e Hsieh sono tornate in campo e hanno completato la vittoria. Al termine della partita, la lettone ha festeggiato urlando verso l’angolo delle avversarie, mentre Hsieh e Chan non si sono strette la mano.
Un altro episodio destinato a far discutere, soprattutto considerando i precedenti di Ostapenko. Nell’edizione 2025 degli US Open la lettone aveva avuto un duro confronto con Taylor Townsend, alla quale aveva rivolto parole pesanti prima di scusarsi e spiegare che l’inglese non era la sua prima lingua.
BIG WIN! BIG YELL! BIG DRAMA! AND NO HANDSHAKE YET AGAIN!!!
Su-Wei and Penko are THROUGH to the quarterfinals with a 6-4, 6-4 defeat of Chan/Joint! Penko makes sure Chan's box hears her roars! This is why we watch!!!#usopen pic.twitter.com/gXqZ5bO9JT
— BRISBANE CHAMP! (@hsieh_n_wong) September 7, 2026
Tsitsipas e il tassista che non lo riconosce
Di tono completamente diverso la curiosità riguardante Stefanos Tsitsipas. Dopo l’eliminazione negli ottavi contro Ben Shelton, il greco ha raccontato sui social un divertente episodio avvenuto a bordo di un taxi newyorkese.
Secondo il suo racconto, il tassista gli avrebbe chiesto se conoscesse Stefanos Tsitsipas. Il giocatore, evitando di rivelare immediatamente la propria identità, avrebbe risposto: «Siamo molto amici».
A quel punto l’autista gli avrebbe affidato un messaggio decisamente particolare: «Bene, allora digli di smettere di fare pause in bagno come se stesse cercando Narnia».
Tsitsipas ha concluso il racconto spiegando la propria reazione: «Mi sono tirato su il cappuccio e ho fatto finta di essere un turista arrivato da Oslo».
Un modo autoironico per lasciare New York dopo una sconfitta netta. Il riferimento del tassista riguarda le lunghe pause in bagno che in passato hanno reso Tsitsipas protagonista di diverse polemiche, in particolare durante l’estate del 2021, quando avversari e tifosi lo accusarono di utilizzare strategicamente le soste negli spogliatoi.
Il greco, almeno questa volta, ha preferito rispondere con una battuta e trasformare un vecchio motivo di discussione in una piccola storia da social network.
Wimbledon prende le distanze dagli influencer
Mentre a New York giocatori, allenatori, spettatori e nuovi frequentatori degli stadi alimentano episodi di ogni genere, Wimbledon ha deciso di non seguire la politica adottata dagli US Open nei confronti degli influencer.
L’All England Club non prevede di introdurre nel 2027 una categoria specifica di accrediti riservata a influencer e content creator. Non si tratta, quindi, di un divieto assoluto d’ingresso per chi lavora sui social, ma della decisione di non concedere un pass professionale dedicato esclusivamente a questa attività.
La posizione di Wimbledon arriva dopo le numerose polemiche scoppiate a Flushing Meadows. Gli US Open hanno quasi raddoppiato il numero degli influencer accreditati, arrivando a circa cento presenze, di cui una ventina dedicate esclusivamente alla promozione di cibo e bevande.
Durante alcuni incontri sono stati segnalati rumori, conversazioni nel corso degli scambi, fotografie e riprese effettuate con luci particolarmente invasive. In una circostanza l’arbitro è stato costretto a interrompere momentaneamente il gioco a causa di una sessione fotografica realizzata con delle ring light. La USTA ha successivamente rafforzato gli avvisi contro comportamenti capaci di disturbare i giocatori.
Wimbledon ha inoltre fatto sapere che oggetti come le ring light potranno essere fermati o confiscati all’ingresso qualora vengano considerati potenzialmente molesti. La scelta è coerente con l’identità del torneo londinese, storicamente molto più rigido nella gestione del pubblico, delle immagini e delle attività commerciali all’interno dell’impianto.
