Gli US Open devono ancora cominciare, ma a Flushing Meadows non mancano già storie e curiosità. Dalle richieste di biglietti che hanno esasperato la famiglia di Coco Gauff, all’incredibile seguito di Alexandra Eala, fino alla novità televisiva con cui ESPN proverà a trasformare il tennis in una sorta di NFL: la vigilia dello Slam americano sta offrendo diversi spunti particolari.
Gauff e il problema dei “parenti da biglietto”
Essere una delle tenniste più famose degli Stati Uniti ha anche qualche effetto collaterale. Lo sa bene Coco Gauff, che alla vigilia degli US Open ha raccontato una situazione che si ripete praticamente ogni anno: amici, conoscenti e parenti che improvvisamente ricompaiono per chiederle biglietti gratuiti per il torneo.
A rendere pubblica la questione è stata soprattutto sua madre Candi Gauff, che attraverso Instagram ha pubblicato un messaggio molto chiaro: i biglietti disponibili per familiari e amici sono già stati assegnati.
“Per favore, non chiedeteci biglietti. E soprattutto non chiedetene otto”, è stato in sostanza il messaggio della madre della campionessa americana, invitando chi vuole assistere agli incontri ad acquistare autonomamente i propri posti.
Coco ha confermato il problema spiegando che, durante gli US Open, capita che persone con le quali non parla praticamente durante tutto l’anno tornino improvvisamente a farsi sentire.
La statunitense ha scherzato sul fatto che alcuni non le scrivano nemmeno per il compleanno, salvo poi ricordarsi del suo numero quando arriva lo Slam di New York.
Una situazione divertente soltanto fino a un certo punto, perché per Gauff diventa anche complicato distinguere chi vuole realmente sostenerla da chi cerca semplicemente un ingresso gratuito per uno degli eventi sportivi più importanti della città.
L’“Eala Effect” conquista anche New York
Se Gauff deve gestire le richieste di biglietti, Alexandra Eala sta scoprendo quanto rapidamente possa crescere la popolarità di una tennista.
La 21enne filippina è diventata una delle vere attrazioni della Fan Week degli US Open. Gli allenamenti e le apparizioni della numero 18 del mondo hanno richiamato moltissimi tifosi, in particolare appartenenti alla numerosa comunità filippina presente negli Stati Uniti.
Mary Joe Fernandez ha raccontato di essere rimasta impressionata dalla quantità di pubblico presente durante le sessioni di allenamento di Eala, tanto da parlare apertamente dell’“Eala Effect”.
La risposta del pubblico si era già vista durante il doppio misto, quando migliaia di spettatori avevano riempito il Louis Armstrong Stadium per seguire la coppia formata da Eala e Felix Auger-Aliassime.
Lo stesso entusiasmo si è ripetuto allo Stars of the Open, dove la filippina è stata accolta con grande calore sull’Arthur Ashe Stadium.
La crescita di Eala negli ultimi dodici mesi è stata impressionante. È passata dalla Top 100 alla Top 20, ha conquistato a Washington il primo titolo WTA della carriera ed è diventata la prima filippina a vincere un torneo del circuito maggiore.
Con il numero 18 del ranking ha inoltre stabilito il miglior piazzamento mai raggiunto da una giocatrice filippina e, più in generale, del Sud-est asiatico nella classifica WTA.
E non è più soltanto una questione di curiosità nazionale. I risultati ottenuti contro alcune delle migliori giocatrici del mondo hanno trasformato Eala in una delle tenniste da seguire con maggiore attenzione a New York.
Gli US Open come la NFL: arriva il “RedZone” del tennis
La terza curiosità riguarda invece la televisione.
ESPN proverà a portare agli US Open uno dei format più famosi dello sport americano: NFL RedZone.
Dal 30 agosto al 4 settembre debutterà infatti “RedZone at the US Open”, una trasmissione pensata per saltare continuamente da un campo all’altro mostrando in diretta i momenti più importanti delle partite.
Il concetto è praticamente lo stesso che ha reso celebre NFL RedZone nel football americano: evitare lunghi tempi morti e portare lo spettatore dove sta accadendo qualcosa di decisivo.
Durante i primi turni dello Slam possono essere disputate contemporaneamente partite su 16 campi. Una regia dedicata seguirà quindi tutti gli incontri e passerà da uno all’altro quando ci saranno set point, match point, tie-break, rimonte o situazioni particolarmente interessanti.
Non saranno necessariamente mostrate soltanto le grandi stelle. L’obiettivo è proprio quello di intercettare il momento più importante che sta accadendo in quel preciso istante a Flushing Meadows, anche se riguarda giocatori meno conosciuti.
Una scelta che testimonia quanto il modo di seguire il tennis stia cambiando. Con decine di incontri contemporanei durante i primi giorni di uno Slam, seguire una sola partita significa inevitabilmente perdersi moltissimo di ciò che accade sugli altri campi.
ESPN proverà quindi a trasformare gli US Open in una sorta di gigantesca diretta multiplex.
Tre storie completamente differenti, ma che raccontano bene cosa siano diventati gli US Open: non soltanto uno Slam.
C’è Gauff che deve difendersi dalle richieste di biglietti, Eala che scopre di avere già un esercito di tifosi a New York e una televisione che prova a raccontare il tennis come se fosse una domenica di NFL.
E il primo punto del tabellone principale deve ancora essere giocato.
