Clamoroso agli US Open 2026. Novak Djokovic è stato eliminato al primo turno da Mariano Navone, protagonista della vittoria più prestigiosa della sua carriera. L’argentino, numero 49 del ranking mondiale, ha sconfitto il 24 volte campione Slam con il punteggio di 7-6(5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1 dopo una battaglia durata 4 ore e 36 minuti sull’Arthur Ashe Stadium. Una partita segnata dalle evidenti difficoltà fisiche del serbo, ma anche dalla straordinaria capacità di Navone di restare dentro ogni scambio e continuare a chiedere uno sforzo supplementare al suo avversario.

Il risultato assume proporzioni ancora maggiori considerando i numeri con cui Djokovic si presentava alla sfida. Il serbo, numero 5 del mondo ma testa di serie numero 4 a New York, non perdeva al primo turno di un torneo del Grande Slam dagli Australian Open del 2006. In 19 precedenti partecipazioni agli US Open non era inoltre mai uscito prima del terzo turno. A 39 anni, questa volta, il suo fisico non gli ha consentito di completare l’ennesima rimonta.

Le prime avvisaglie sono arrivate già nel set iniziale. Djokovic ha cominciato bene, ma con il passare dei game il suo linguaggio del corpo è diventato sempre più preoccupante. Navone ha intuito immediatamente che la strada migliore era quella di allungare gli scambi, giocare profondo e costringere il serbo a muoversi continuamente.

Djokovic ha salvato inizialmente alcune situazioni complicate al servizio, ma Navone è riuscito a recuperare il break e a trascinare il parziale al tie-break. L’argentino ha mantenuto maggiore lucidità nei momenti decisivi e si è imposto 7-5 nel gioco decisivo, portandosi avanti di un set.

Per Djokovic è stato un primo campanello d’allarme anche dal punto di vista statistico: era dal 2006 che non perdeva il primo set della sua partita d’esordio agli US Open.

Nonostante le difficoltà, il serbo ha fatto quello che tante volte ha caratterizzato la sua carriera: è rimasto aggrappato alla partita anche senza esprimere il suo tennis migliore. Nel secondo set Navone ha respinto diverse opportunità di break, ma sul 5-5 Djokovic è riuscito finalmente ad accelerare, strappando il servizio all’argentino e chiudendo poco dopo il parziale per 7-5.

Nel terzo la partita sembrava addirittura aver cambiato padrone. Djokovic è diventato più aggressivo e, sul 4-4, ha trovato il break che gli ha consentito di portarsi avanti due set a uno. Ma proprio durante quella fase sono arrivate le immagini più preoccupanti della serata: Djokovic ha vomitato a bordo campo e ha continuato a mostrare evidenti segnali di sofferenza.

Non si trattava di un episodio completamente isolato. Dopo la sconfitta contro Thiago Agustin Tirante a Cincinnati, Djokovic aveva spiegato di convivere da tempo con un problema di salute che tende a creargli maggiori difficoltà in presenza di caldo e forte umidità. Il serbo non ha però mai reso pubblico un preciso quadro diagnostico, ed è quindi opportuno non attribuire quanto accaduto a New York a una patologia specifica.

Il momento che sembrava poter decidere definitivamente il match in favore del quattro volte campione degli US Open è arrivato all’inizio del quarto set. Djokovic ha ottenuto il break per il 2-1, ma Navone ha reagito immediatamente.

Da quel momento l’incontro è cambiato ancora una volta. L’argentino ha continuato a martellare da fondo, senza concedere punti gratuiti, mentre Djokovic ha progressivamente perso mobilità ed energia. Navone ha infilato una serie di game che gli ha permesso di conquistare il quarto parziale con un netto 6-2.

La statistica prima del quinto set sembrava comunque favorevole a Djokovic: 42 vittorie e 12 sconfitte nelle partite al quinto set, contro lo 0-4 di Navone. Inoltre l’argentino aveva un bilancio di appena 12 vittorie e 29 sconfitte nei match ATP sul cemento. Ma questa volta la storia e l’esperienza non sono bastate.

Prima del set decisivo Djokovic ha richiesto un medical timeout ed è stato trattato anche nella zona della schiena. Alla ripresa, però, era evidente che le sue condizioni fossero ormai molto precarie. Navone non ha abbassato l’intensità e ha dominato il quinto set per 6-1, completando poco prima della mezzanotte newyorkese un’impresa che sembrava quasi impossibile alla vigilia.

Sul match point l’argentino è riuscito a raggiungere una volée corta e a depositare la palla nel campo lasciato libero da Djokovic. Poi l’abbraccio a rete tra i due, con il pubblico dell’Arthur Ashe che ha accompagnato l’uscita dal campo del serbo.

Per Djokovic sfuma quindi già al primo turno la possibilità di conquistare il 25° titolo del Grande Slam. L’occasione sembrava particolarmente interessante considerando l’assenza del numero uno del mondo Jannik Sinner e il rientro del campione in carica Carlos Alcaraz dopo diversi mesi lontano dal circuito a causa del problema al polso.

Non è invece corretto trasformare automaticamente questa sconfitta in un annuncio sul futuro di Djokovic. Le immagini della serata e i problemi fisici alimentano inevitabilmente interrogativi, soprattutto a 39 anni, ma il serbo alla vigilia degli US Open aveva ribadito di essere ancora motivato dalla ricerca del 25° Slam e aveva indicato salute e longevità come due elementi fondamentali per poter continuare a competere ai massimi livelli.

Per Navone resta una notte destinata a entrare nella storia. Alla vigilia aveva perso tutti e quattro i match disputati al quinto set e il cemento non era certo la sua superficie preferita. A New York ha invece sconfitto uno dei più grandi giocatori di sempre, firmando una delle sorprese più clamorose degli ultimi anni in un torneo del Grande Slam.