Ben Shelton soffre, si arrabbia e alla fine conquista gli ottavi di finale degli US Open 2026. Lo statunitense ha superato Denis Shapovalov con il punteggio di 7-6(3) 6-7(5) 6-3 6-4, dopo tre ore e 22 minuti di gioco, in una partita terminata alle 2.07 del mattino di New York.

Un successo importante, ottenuto contro un avversario particolarmente pericoloso sul cemento, che permette alla testa di serie numero 8 di tornare nella seconda settimana a Flushing Meadows per la prima volta dalla semifinale raggiunta nel 2023. Shelton, però, non si è lasciato ingannare dal risultato e in conferenza stampa ha analizzato la propria prestazione con grande severità.

“Non è stata una serata facile. Non ero neanche vicino al mio miglior tennis, ma sono riuscito a superarla”, ha ammesso il ventitreenne americano.

La lunga attesa prima di entrare in campo

Shelton e Shapovalov hanno dovuto attendere a lungo prima di entrare sull’Arthur Ashe Stadium. Il loro incontro era programmato dopo il doppio delle sorelle Williams, ma la sfida persa da Serena e Venus contro Maya Joint e Chan Hao-ching si è protratta fino al tie-break decisivo del terzo set.

L’inizio della partita è così slittato fino alle 22.45 circa. Un’attesa di quasi tre ore che Shelton ha indicato come una delle ragioni delle difficoltà incontrate nella prima parte del match.

“È stato complicato. Abbiamo aspettato tre ore e, quando abbiamo saputo che avrebbero programmato il doppio prima di noi, pensavamo che sarebbe durato forse un’ora. Per me non è stato facile gestire quella situazione”, ha spiegato.

Il lungo periodo trascorso negli spogliatoi ha condizionato la sua preparazione e il ritmo con cui è entrato in campo. Nonostante qualche errore di troppo, Shelton è riuscito ad aggiudicarsi il primo set al tie-break, ma nel secondo ha sprecato due occasioni per servire per il parziale.

“Perdere quel set è stato inaccettabile”

È proprio sulla gestione del secondo set che l’americano ha concentrato la parte più dura della sua autocritica.

“Il primo set è stato difficile. Nel secondo ho servito due volte per chiuderlo e me lo sono lasciato sfuggire: è semplicemente inaccettabile”, ha dichiarato Shelton.

La perdita del parziale avrebbe potuto cambiare completamente la partita. Lo statunitense, invece, è riuscito a utilizzare la frustrazione per aumentare l’intensità e semplificare il proprio tennis.

“Credo di essermi adattato. La rabbia mi ha dato una spinta, ma è stato importante anche accettare la situazione nella quale mi trovavo, capire quello che avevo a disposizione e ciò che avrei dovuto fare per vincere. Dovevo smettere di cercare di giocare oltre i miei limiti”.

Dal terzo set Shelton ha ridotto gli errori, affidandosi maggiormente al servizio e cercando soluzioni più concrete. Ha concluso la sfida con 14 ace e una battuta arrivata a 147 miglia orarie, circa 237 chilometri orari. La potenza è rimasta una delle sue armi principali, ma a fare la differenza è stata soprattutto la capacità di trovare una soluzione in una serata tecnicamente imperfetta.

Tre avversari diversi per prepararsi alla seconda settimana

Shelton è arrivato agli ottavi dopo aver eliminato Tallon Griekspoor, Hubert Hurkacz e Denis Shapovalov. Tre giocatori dotati di un servizio importante, ma con caratteristiche differenti.

L’americano considera questo percorso particolarmente utile in vista della seconda settimana del torneo.

“Credo sia stato un ottimo modo per iniziare il torneo dal punto di vista della varietà. Ho affrontato un mancino, giocatori molto potenti, avversari dotati di grande sensibilità, un grande battitore, un giocatore capace di servire con precisione e uno che utilizza il serve and volley. Mi sento ben preparato per ciò che verrà e non vedo l’ora di avere un’altra opportunità”.

Le tre vittorie confermano la sua capacità di competere anche quando il servizio e il diritto non funzionano alla perfezione. Shelton resta uno dei giocatori più pericolosi nella parte alta del tabellone, anche se parlare di favorito assoluto per il titolo appare ancora prematuro.

Il prossimo ostacolo sarà Tsitsipas

Negli ottavi Shelton affronterà Stefanos Tsitsipas, tornato ad esprimere un tennis di alto livello dopo un lungo periodo complicato. Il greco ha eliminato Jiri Lehecka in quattro set e ha raggiunto per la prima volta in carriera gli ottavi agli US Open.

“Ho guardato le sue partite e credo che stia giocando benissimo. Il suo tennis può essere molto efficace su tutte le superfici. Possiede un gioco completo ed è un grande atleta. Ci siamo affrontati una volta durante il mio primo anno nel circuito e non vedo l’ora di giocare nuovamente contro di lui”, ha sottolineato Shelton.

Il precedente richiamato dall’americano risale al Masters 1000 di Cincinnati del 2023, quando Tsitsipas si impose in due tie-break.

Nessun allarme per la spalla

Nel corso della partita Shelton è apparso più volte attento alle condizioni del braccio e della spalla sinistra, particolarmente sollecitati dal suo esplosivo movimento al servizio. Il giocatore ha però escluso la presenza di un vero problema fisico.

“Mi sento bene, è soprattutto una precauzione. In uno Slam bisogna affrontare e gestire qualcosa di diverso giorno dopo giorno, partita dopo partita. I migliori giocatori sono quelli che riescono a trovare le soluzioni. Per me è importante prendermi cura della spalla in maniera preventiva, invece di andare nel panico dopo che si presenta un problema. Anche al servizio devo evitare di forzare eccessivamente”.

Shelton approda quindi agli ottavi senza nascondere i propri difetti, ma con la consapevolezza di aver superato tre ostacoli impegnativi. Contro Tsitsipas servirà un livello superiore, ma la vittoria su Shapovalov gli ha consegnato una certezza importante: anche nelle serate peggiori, il suo tennis può trovare una strada per vincere.