Mentre gli US Open 2026 entrano nella fase decisiva, l’Arthur Ashe Stadium si prepara ad accogliere un quarto di finale destinato a fare notizia anche per motivi estranei al campo. Jessica Pegula ed Emma Navarro si affronteranno nella sessione serale in un derby statunitense che è stato rapidamente ribattezzato dalla stampa americana la “Battle of the Billionaires”, la battaglia delle miliardarie.

Una definizione suggestiva, ma da precisare: gli enormi patrimoni attribuiti alle due famiglie appartengono principalmente ai loro padri e non direttamente alle giocatrici. Pegula e Navarro, inoltre, hanno costruito carriere di alto livello grazie ai propri risultati, accumulando importanti guadagni tra premi e sponsorizzazioni.

Il derby americano che vale la semifinale

Quella tra Pegula e Navarro sarà la prima sfida tutta statunitense nei quarti del singolare femminile degli US Open dal confronto tra Serena e Venus Williams nel 2015.

Pegula, testa di serie numero 3 e finalista a New York nel 2024, partirà con il favore dei precedenti: ha vinto tutti e quattro gli incontri disputati contro Navarro, compreso quello giocato poche settimane fa a Cincinnati con il punteggio di 7-5 6-2.

Navarro, numero 26 del seeding, è invece tornata nei quarti a Flushing Meadows dopo la semifinale raggiunta nel 2024. Nel turno precedente ha eliminato Anna Kalinskaya per 6-4 6-2, mentre Pegula ha superato Sorana Cirstea per 6-3 6-4.

Emma Navarro e l’impero finanziario del padre Ben

Emma è figlia di Ben Navarro, imprenditore statunitense con un passato nel settore bancario. Nel testo originale viene indicato erroneamente come fondatore di Sherborne Investors: Navarro ha invece fondato nel 1997 lo Sherman Financial Group, gruppo attivo nei servizi finanziari, e possiede una quota di minoranza significativa di Credit One Bank.

Attraverso Beemok Capital e Beemok Sports, l’imprenditore controlla anche due importanti appuntamenti del tennis professionistico: il WTA 500 di Charleston e il torneo combined di Cincinnati, classificato come Masters 1000 maschile e WTA 1000 femminile.

Secondo le ricostruzioni finanziarie, l’acquisizione del torneo di Cincinnati sarebbe costata poco meno di 300 milioni di dollari. Forbes riferisce che Navarro ha investito complessivamente più di 300 milioni per acquistare gli eventi di Charleston e Cincinnati. Il suo patrimonio personale è stimato nel 2026 in circa 3,2 miliardi di dollari.

Jessica Pegula, dai Bills ai Sabres

Ancora più vasto è l’impero economico della famiglia di Jessica Pegula. Suo padre Terry Pegula ha costruito gran parte della propria fortuna nel settore energetico attraverso East Resources, società specializzata nell’estrazione di petrolio e gas naturale.

Nel 2010 Pegula vendette una larga parte degli asset dell’azienda a Royal Dutch Shell per circa 4,7 miliardi di dollari. Negli anni successivi ha investito nello sport professionistico, acquistando i Buffalo Sabres della NHL nel 2011 e i Buffalo Bills della NFL nel 2014.

Forbes ha stimato nell’agosto 2026 il patrimonio di Terry Pegula in circa 9,3 miliardi di dollari. La cifra di 11,8 miliardi circolata sui social e ripresa in alcuni articoli deriva da valutazioni differenti e non coincide con la stima aggiornata pubblicata dalla rivista economica.

Un patrimonio complessivo da circa 12,5 miliardi

Sommando le valutazioni di Forbes, i patrimoni dei padri delle due giocatrici raggiungono quindi circa 12,5 miliardi di dollari: 9,3 miliardi per Terry Pegula e 3,2 per Ben Navarro. Non i 15 miliardi indicati nel post diventato virale, cifra ottenuta utilizzando una valutazione più elevata della fortuna della famiglia Pegula.

Non esiste inoltre un riconoscimento ufficiale che certifichi Pegula-Navarro come “la partita più ricca nella storia del tennis”. Si tratta di un’etichetta giornalistica fondata sulle stime dei patrimoni familiari, difficili da confrontare in modo completo con quelli di tutti i giocatori del passato.

Al di là delle fortune delle rispettive famiglie, la sfida sarà soprattutto un confronto tra due protagoniste del tennis statunitense. Da una parte l’esperienza e la regolarità di Pegula, dall’altra la voglia di rivincita di Navarro, ancora alla ricerca della prima vittoria contro la connazionale. In palio non ci saranno miliardi, ma qualcosa che per entrambe ha un valore sportivo enorme: un posto nella semifinale degli US Open.