Jasmine Paolini e Lorenzo Musetti si preparano agli US Open con sensazioni e prospettive differenti, ma con la stessa voglia di ritrovare il miglior tennis a New York. L’azzurra torna alle competizioni dopo il lungo stop provocato dal problema al piede sinistro, mentre Musetti arriva a Flushing Meadows con maggiore fiducia e con un ricordo speciale da portarsi dietro: l’allenamento sull’Arthur Ashe Stadium con il suo idolo Roger Federer.
Paolini: «Non sarà facile, spero di godermi il torneo»
Per Jasmine Paolini gli US Open rappresentano soprattutto il momento del ritorno.
La toscana è stata costretta a fermarsi a lungo per il problema al piede che aveva iniziato a condizionarla già durante la stagione sulla terra battuta. Dopo settimane dedicate alla riabilitazione e pochissimo tennis competitivo, New York diventa inevitabilmente anche un test sulle sue reali condizioni.
«Ho fatto molta riabilitazione e molte settimane senza giocare per cercare di tornare ai massimi livelli», ha spiegato Paolini.
La numero uno italiana non nasconde le difficoltà di un rientro direttamente in un torneo del Grande Slam.
«Ovviamente non sarà facile, ma siamo venuti un po’ prima per provare a fare un po’ di partite, anche se di allenamento. Spero di sentirmi meglio e di godermi il torneo».
Parole prudenti, senza proclami. L’obiettivo iniziale sarà soprattutto ritrovare le sensazioni della partita dopo una preparazione inevitabilmente diversa rispetto a quella abituale.
Gli allenamenti disputati in anticipo a New York sono serviti proprio a questo: aumentare progressivamente intensità e ritmo degli scambi prima dell’esordio ufficiale.
Marc Lopez torna nel team di Paolini
Una delle novità più importanti riguarda anche lo staff.
Paolini ha infatti richiamato nel proprio team Marc Lopez, ex grande specialista del doppio e già al suo fianco per un periodo nel 2025.
Il rapporto tra i due era rimasto molto positivo e Jasmine ha spiegato perché abbia deciso di affidarsi nuovamente allo spagnolo.
«Ho sempre avuto un bel rapporto con lui, credo che sia una persona che mi possa aiutare».
Non soltanto indicazioni tecniche, quindi, ma anche una presenza capace di incidere sull’aspetto emotivo.
«Sono contenta che sia tornato, mi può dare tanta energia».
Un elemento particolarmente importante in un momento nel quale Paolini deve ricostruire fiducia nel proprio corpo prima ancora che nei risultati.
Musetti e il sogno di allenarsi con Federer
Se per Paolini la parola chiave è “rientro”, per Lorenzo Musetti la vigilia degli US Open ha regalato invece un’esperienza che difficilmente dimenticherà.
Il carrarino ha avuto la possibilità di allenarsi sull’Arthur Ashe Stadium con Roger Federer, tornato a Flushing Meadows in occasione delle esibizioni organizzate durante la Fan Week.
Per Musetti non si è trattato di un semplice allenamento.
Federer è sempre stato uno dei suoi grandi riferimenti e la somiglianza estetica tra i due, a partire dal rovescio a una mano e dalla ricerca delle variazioni, ha spesso alimentato paragoni nel corso degli anni.
Quando si è presentata la possibilità di condividere il campo con lo svizzero, Lorenzo non ci ha pensato due volte.
«Ho cambiato la mia giornata per poter giocare con lui. Sapevo che poteva darmi tanto», ha raccontato l’azzurro.
«Roger è sempre stato il mio idolo»
Musetti non ha mai nascosto l’ammirazione nei confronti del venti volte campione Slam.
«Roger è sempre stato il mio idolo, un’icona di stile e di eleganza che mi ha sempre portato a tifarlo e ad ammirarlo».
Allenarsi insieme sull’Arthur Ashe ha quindi avuto un significato che è andato molto oltre la semplice preparazione.
«È stato davvero bello».
Federer aveva bisogno di un giocatore di alto livello con cui preparare le sue esibizioni newyorkesi, mentre Musetti ha potuto confrontarsi da vicino con il campione che aveva osservato e studiato fin da bambino.
Un incontro generazionale reso ancora più suggestivo da un particolare tecnico: due dei più eleganti interpreti del rovescio a una mano sul campo centrale degli US Open.
Musetti: «Nell’ultima settimana ho alzato il livello»
L’azzurro, però, non vuole che New York rimanga soltanto il luogo dell’incontro con Federer.
L’obiettivo vero sono gli US Open.
Musetti sente di aver compiuto passi avanti importanti proprio negli ultimi giorni di preparazione.
«Nell’ultima settimana ho alzato il livello. Ho ritrovato maggiore fiducia», ha spiegato.
Un passaggio significativo soprattutto in vista delle partite più equilibrate, nelle quali pochi punti finiscono spesso per decidere un intero incontro.
Ed è proprio su questo aspetto che Musetti sta concentrando gran parte del proprio lavoro.
«Sto lavorando tanto per fare bene nei momenti più importanti del match».
La capacità di gestire palle break, tie-break e fasi decisive è spesso ciò che separa una buona prestazione da un grande risultato in uno Slam.
Due azzurri, due situazioni completamente diverse
Paolini e Musetti arrivano quindi agli US Open seguendo percorsi molto differenti.
Per Jasmine sarà innanzitutto necessario capire come reagirà il fisico dopo le settimane di riabilitazione. Nessuna pressione eccessiva, almeno nelle dichiarazioni: tornare a competere, ritrovare progressivamente fiducia e provare soprattutto a «godersi il torneo».
Musetti arriva invece con maggiori certezze dal punto di vista fisico e con la sensazione di aver alzato il livello proprio nel momento giusto.
In più si porterà dietro una fotografia speciale della vigilia: un’ora sull’Arthur Ashe insieme a Roger Federer, il giocatore che da bambino guardava in televisione e che oggi ha potuto avere dall’altra parte della rete.
Adesso, però, iniziano gli US Open veri. Per Paolini sarà il torneo del ritorno, per Musetti quello della ricerca di un altro passo avanti nei grandi appuntamenti.
