“Quest’anno mi sembra veramente un’Odissea, visto che è uscito anche il film. Sembra il mio 2026. Per gli ultimi tre set, è difficile oggi parlare di tennis. È stata, secondo me, una situazione simile a quella di Jannik a Parigi”. Così un amareggiato Lorenzo Musetti dopo la sconfitta con Dane Sweeny al secondo turno dello US Open 2026. Il carrarino, dopo aver vinto il primo set, ha avuto un crollo fisico probabilmente dovuto al grande caldo di New York. Lo stesso problema sembra averlo avuto anche Felix Auger-Aliassime, fuori anche lui in rimonta in quattro set con Karen Khachanov. “Guardando il livello di questa trasferta, sento veramente di non meritarmi tutto quello che mi sta succedendo – racconta Musetti a SuperTennis – per gli sforzi che sto facendo per rientrare e per i sacrifici fatti negli ultimi due mesi, saltando anche due Slam. Qui non mi sono ritirato per onorare la partita e per cercare di vedere se riuscivo a ritrovare un po’ di energie”.

Grande caldo e sbalzi di temperatura

“Credo sia stato uno shock importante dal punto di vista della temperatura. Oggi sui campi era molto caldo, mentre nella zona players, la zona in cui passiamo tutto il nostro tempo e dove facciamo anche il warm up pre-match, l’aria condizionata è davvero troppo bassa”, spiega Musetti, che non è riuscito a ritrovare una condizione fisica buona dal secondo set in poi. “Nonostante abbia preso delle pause e cercato in tutti i modi possibili di ritrovare energia e una condizione fisica accettabile, non ci sono riuscito. Da quando ho iniziato ad accusare il problema, non c’è stato alcun tipo di miglioramento, è andato avanti fino alla fine della partita e forse è quasi peggiorato”.

Una situazione inedita per l’azzurro, che raramente è arrivato al proprio limite fisico nel corso di un match nella propria carriera: “Spesso portiamo il nostro corpo al limite e oggi è stata una di quelle situazioni. Per me, forse, è stata la prima volta in questo modo. Ho cercato di fare quello che potevo, dal punto di vista medico e fisico, per trovare una soluzione a quello che stava succedendo, ma fondamentalmente non possiamo prendere niente”.