Il tennis statunitense scopre un nuovo talento. Marcel Latak, 17 anni e fuori dalle teste di serie, ha conquistato il titolo junior degli US Open 2026 completando una settimana sorprendente con una finale destinata a lasciare il segno. Il giovane americano ha sconfitto in rimonta il brasiliano Luis “Guto” Miguel, numero uno del ranking mondiale junior e campione del Roland Garros, con il punteggio di 3-6, 7-5, 7-6, imponendosi per 15-13 nel match tie-break decisivo dopo aver annullato tre championship point. La battaglia è durata due ore e 46 minuti.

Latak ha così riportato il titolo maschile junior degli US Open negli Stati Uniti undici anni dopo il successo ottenuto da Taylor Fritz nel 2015. Un risultato difficilmente pronosticabile all’inizio del torneo, ma costruito eliminando cinque teste di serie appartenenti alla top 10 mondiale della categoria: Žiga Šeško, Dimitar Kisimov, Keaton Hance, Jamie Mackenzie e infine Guto Miguel.

Una finale al limite contro Guto Miguel

Il brasiliano ha cominciato meglio, imponendo la propria pesantezza di palla e aggiudicandosi il primo set per 6-3. Latak, inizialmente troppo attendista, ha però modificato progressivamente il proprio atteggiamento: ha avanzato la posizione, cercato con maggiore decisione il primo colpo dopo il servizio e limitato le occasioni nelle quali Miguel poteva comandare con il diritto.

La svolta è arrivata nella parte conclusiva del secondo parziale, vinto dall’americano per 7-5. Nel terzo set nessuno dei due è riuscito a prendere definitivamente il controllo e la finale è approdata al match tie-break. Latak si è portato avanti 7-2, ma il brasiliano ha reagito, cancellando le prime occasioni per il titolo e arrivando a sua volta a un solo punto dal successo. Il diciassettenne statunitense ha però resistito a tre championship point prima di chiudere 15-13, trascinato dai cori del pubblico.

«Sono molto contento per come è andata la giornata in singolare – ha raccontato Latak –. Mi ero detto che avrei dovuto giocare con coraggio. Nel tie-break ero stato avanti a lungo e durante il torneo avevo già lasciato sfuggire diverse occasioni per chiudere le partite. Anche quando sono finito in svantaggio e ho dovuto salvare alcuni punti per il titolo, ho continuato ad andare alla ricerca dei miei colpi».

Fondamentale è stata anche la capacità di leggere il tennis del suo avversario: «Guto è un giocatore incredibile ed è il numero uno del mondo per un motivo. Nel secondo set ho dovuto capire cosa gli piacesse fare, quali situazioni gradisse meno e in cosa io potessi essere superiore. Sinceramente, però, è stata soprattutto una questione mentale, più che strategica».

Chi è e come gioca Marcel Latak

Numero 41 del ranking mondiale junior alla vigilia del torneo, Latak era entrato nel tabellone grazie ai risultati ottenuti durante la preparazione in Canada. Nato e cresciuto nell’Illinois, si è impegnato con la prestigiosa Stanford University, dove dovrebbe iniziare il proprio percorso nel tennis universitario.

La NCAA rappresenta ormai una strada sempre più frequentata dai giovani intenzionati a prepararsi al professionismo senza rinunciare alla formazione universitaria. Strutture di alto livello, preparatori specializzati e un calendario competitivo permettono ai migliori prospetti di maturare prima di affrontare stabilmente il circuito. Nel caso di Latak, molto dipenderà dalla velocità con cui riuscirà a trasferire le proprie qualità nel tennis dei grandi.

Il suo gioco è costruito sull’aggressività. Ha mani rapide, leve importanti, un ottimo rovescio bimane e una naturale predisposizione a prendere il comando dello scambio. La crescita fisica dell’ultimo anno gli ha permesso di aggiungere peso ai colpi e di esprimere un tennis particolarmente efficace sulle superfici veloci.

In finale, tuttavia, Latak ha dovuto superare la tentazione di aspettare gli errori del brasiliano. «Probabilmente giocare in maniera troppo passiva è stato uno dei miei problemi – ha ammesso –. Sentivo di concedergli troppe opportunità e di non cercare i colpi con sufficiente intensità. Dovevo prendere l’iniziativa fin dalla prima palla e costringerlo a pensare. Quando Guto riesce a colpire il diritto nelle condizioni che preferisce, il punto è praticamente finito. La chiave è stata diventare più aggressivo e determinato».

Dal trionfo allo stupore: “Devo ancora rendermi conto”

Quando gli è stato chiesto di descrivere la prima sensazione provata dopo l’ultimo punto, Latak non ha avuto dubbi: «Shock. È letteralmente l’unica cosa che ho sentito. Credo di aver bisogno di un po’ di tempo per elaborare quanto accaduto. Forse domani mattina, quando mi sveglierò, riuscirò davvero a rendermene conto. Vedrò qualche post su Instagram, ma probabilmente tra pochi giorni tutto tornerà alla normalità».

La sua lunga giornata si è conclusa con la finale del doppio, persa insieme a Tanishk Konduri contro lo spagnolo Valentín González-Galiño e il francese Aaron Gabet per 7-6, 2-6, 11-9. Un risultato che non ridimensiona una settimana straordinaria, nella quale Latak ha raggiunto entrambe le finali e si è presentato al grande pubblico.

Il titolo junior non garantisce automaticamente una carriera ai vertici, ma il modo in cui Marcel Latak ha attraversato il tabellone, superando cinque dei migliori giocatori della categoria e salvandosi a un passo dalla sconfitta nella finale, rappresenta un segnale importante. Il tennis statunitense ha trovato un altro nome da seguire: il prossimo esame arriverà nella NCAA e, successivamente, nel difficile passaggio al professionismo.