Si ferma all’esordio l’avventura di Matteo Arnaldi a US Open 2026, battuto non senza rimpianti dall’australiano James Duckworth per 5-7 6-3 6-2 7-6(8) al termine di quasi tre ore e mezza di battaglia, a tratti molto intensa, alternata a fasi più convulse e ricche di errori da parte di entrambi i giocatori. A spuntarla alla fine è stato il maggior coraggio del veterano australiano, bravo a rischiare di più e andare a prendersi punti decisivi. L’incontro infatti è stato piuttosto serrato ed equilibrato, e i rimpianti per il sanremese sono duplici, per come era partito (buon primo set, vinto) e per l’aver sprecato un vantaggio di 4 game a 1 nel quarto parziale e quindi una serie di set point nella fase conclusiva del set, ben 4 in risposta sul 6-5 a suo favore e poi altri due al tie-break, dove invece ha subito la rimonta di Duckworth, e sconfitta. Amarezza per la seconda uscita di scena in uno Slam, dopo la semifinale a Roland Garros (purtroppo, nemmeno disputata per il malore accusato prima di scendere in campo contro Cobolli) e la sconfitta all’esordio a Wimbledon.
Duckworth ha risposto piuttosto bene e soprattutto è riuscito più spesso ad entrare nel campo per un affondo definitivo, mentre Arnaldi ha sprecato troppo e nonostante una buona giornata col rovescio ha sofferto mentalmente nei fasi calde del match, affrettando i tempi dell’affondo e e facendosi prendere da una frenesia che purtroppo più volte l’ha penalizzato in carriera. Il ligure ha servito discretamente (62% di prime palle in gioco, vincendo tre punti su quattro), ma ha un saldo per niente positivo con la seconda palla, solo il 35% dei punti portati a casa, e soprattutto ha terminato la partita sfruttando solo 4 delle 15 palle break ottenute, mentre l’australiano ne ha trasformate sei, altro indice di come il “canguro” abbia gestito meglio i passaggi decisivi della partita, e in particolare gli ultimi due game, il sofferto turno di servizio sotto 6-5 e poi il tie-break, strappato in rimonta. Se Arnaldi fosse riuscito ad allungare il match al quinto, magari la bilancia poteva spostarsi dalla parte dell’azzurro, ma Duckworth ha retto e vinto l’incontro.
Duckworth è partito di slancio, con un break immediato vola avanti 2-0, sembra solido e centrato, ma restituisce il turno di battuta ad un Arnaldi molto offensivo nel quinto game. Entra bene nel campo l’azzurro tanto da volare al comando sul 5 pari dopo aver salvato un turno complicato nel sesto game. Matteo si aggiudica il set per 7-5, sembra in controllo, ma Duckworth dal secondo set è più aggressivo e sfrutta un evidente calo dell’efficienza del servizio del sanremese, incappato soprattutto in brutto turno di battuta sotto 4-3, con uno 0-40 che non riesce a rimontare e che manda al comando l’australiano per 5-3. Lotta l’azzurro, cerca di risalire e ha le chance (15-40), ma non le sfrutta, così che Duckworth impatta il conto dei set.
Nel terzo parziale entrambi soffrono al servizio, con ben 4 break complessivi in soli 8 game. Arnaldi cede subito il turno di battuta (2-0) e salva ben 4 palle break in quello successivo. Si soffre, ma regge, mentre sul 3-1 non ce la fa, e scivola sotto di due break. Riesce a recuperarne uno, ma è la risposta a dettare legge tanto che Duckworth strappa il terzo break del parziale e si aggiudica il set per 6-2.
Arnaldi è di nuovo sotto attacco nel terzo game del quarto parziale, ma stavolta regge con coraggio (2-1) e quindi va a strappare un bel game in risposta all’avversario, volando al comando per 3-1 e quindi 4-1, anche rischiando la via della rete. Quando il gioco sembra nelle sue, con l’avversario anche più stanco e falloso, ecco che James ritrova fiducia e spinta, mentre Matteo commette errori che paga con un break che rimette tutto in discussione. La partita avanza fino al 6-5 Arnaldi, con l’italiano che ci prova e arriva a ben 4 set point, dallo 0-40, ma non riesce a prendersi il punto decisivo. Tiene Duckworth, anche nel tiebreak dove va sotto per 5 punti a 3 e poi concedendo altri due set point, che purtroppo l’azzurro non sfrutta. La dura legge del tennis va in scena per l’ennesima volta: chance non sfruttata, chance concessa. Purtroppo per Arnaldi, Duckworth alla seconda palla match chiude l’incontro e si guadagna il secondo turno contro Wu. Sconfitta con rimpianti per l’azzurro, di nuovo stoppato subito per il secondo Slam di fila.
