Carlos Alcaraz continua il suo percorso di avvicinamento al ritorno ufficiale alle competizioni. A Flushing Meadows lo spagnolo ha disputato un set d’allenamento contro il connazionale Dani Mérida, perdendolo con il punteggio di 7-5 al termine di una sessione nella quale entrambi hanno mostrato un buon livello di gioco.
Un risultato che naturalmente va interpretato per quello che è: un set di allenamento e non una partita ufficiale. Per Alcaraz, soprattutto, l’obiettivo in questa fase non è il punteggio ma ritrovare ritmo, intensità e fiducia dopo oltre quattro mesi lontano dal circuito a causa dell’infortunio al polso destro.
L’ultima partita ufficiale del murciano risale infatti al 14 aprile. Da allora Alcaraz ha attraversato un lungo periodo di recupero prima di decidere di tornare proprio agli US Open, dove difenderà il titolo conquistato nel 2025.
Anche la scelta dell’avversario per questo test non è stata casuale. Dani Mérida sta vivendo il miglior momento della propria carriera. Il 21enne spagnolo ha conquistato recentemente il suo primo titolo ATP a Umag e poche settimane dopo ha raggiunto a Montreal il primo quarto di finale Masters 1000 della carriera, entrando per la prima volta nella Top 50.
A Cincinnati Mérida ha poi confermato il buon momento arrivando fino al terzo turno, dove è stato sconfitto da Taylor Fritz per 6-3, 6-4.
Per questo il 7-5 maturato nell’allenamento rappresenta soprattutto un test significativo per capire a che punto sia Alcaraz. Dopo un’assenza così lunga è inevitabile che il numero 2 del mondo debba ritrovare progressivamente automatismi che nessuna sessione di preparazione può sostituire completamente.
E il primo vero esame arriverà già nelle prossime ore.
Alcaraz farà infatti il proprio ritorno ufficiale in campo nel doppio misto insieme a Serena Williams, una delle coppie più attese dell’intera Fan Week degli US Open.
Il loro debutto è previsto sull’Arthur Ashe Stadium non prima delle 14 locali, le 20 italiane, contro la coppia proveniente dalle qualificazioni formata da Erin Routliffe e Lloyd Glasspool.
Per Alcaraz sarà un banco di prova interessante anche dal punto di vista emotivo. Tornare a competere davanti al pubblico dell’Arthur Ashe Stadium dopo oltre quattro mesi di stop consentirà allo spagnolo di ritrovare la tensione della partita, la gestione dei punti importanti e le sensazioni di un grande stadio prima dell’inizio del tabellone di singolare.
Il doppio misto, inoltre, non deve essere considerato una semplice esibizione. Si tratta di una competizione ufficiale degli US Open, disputata con un formato più rapido rispetto al tennis tradizionale. Fino alle semifinali si giocano set ai quattro game, con no-ad e super tie-break a 10 punti al posto dell’eventuale terzo set.
E la posta in palio è tutt’altro che simbolica: la coppia campione incasserà un milione di dollari, mentre ai finalisti andranno 500.000 dollari.
Alcaraz e Serena potrebbero inoltre trovare nei quarti la vincente della sfida tra Flavio Cobolli e Belinda Bencic contro Alexander Zverev e Taylor Townsend. E andando ancora avanti esiste la possibilità di una spettacolare semifinale contro Novak Djokovic e Aryna Sabalenka.
Per il momento, però, Alcaraz guarda soprattutto alle proprie sensazioni.
Il 7-5 subito da Mérida conta relativamente. Molto più importante è essere tornato a giocare punti ad alta intensità contro uno dei tennisti più in forma delle ultime settimane.
Adesso arriva Serena Williams e, soprattutto, torna finalmente una partita vera (quasi).
