È Ben Shelton il secondo finalista dello US Open 2026. Lo statunitense vince il derby contro Frances Tiafoe in rimonta 4-6 6-3 6-3 7-5 in 3 ore e 16 minuti e raggiunge Alexander Zverev all’atto conclusivo di Flushing Meadows. Si tratterà della prima finale Slam della carriera di Shelton, che proverà a riportare la vittoria negli States a distanza di 23 anni (Andy Roddick nel 2003 fu l’ultimo tennista a stelle e strisce capace di trionfare a New York). “Big Foe”, invece, per la terza volta in cinque anni si arrende in semifinale allo US Open, da lunedì 14 settembre sarà comunque a best ranking (numero 8 del mondo). Curiosamente, Shelton è solo il quarto giocatore mancino a raggiungere una finale a livello Major nel corso del XXI secolo dopo Goran Ivanisevic, Mariano Puerta e Rafael Nadal.
Partita e parole
Il derby si rivela complessivamente equilibrato, con un ottimo rendimento al servizio da parte dei due giocatori. Entrambi mettono in campo più dell’80% di prime palle e vincono più del 70% dei punti con la prima di servizio. Shelton, però, fa la differenza nei momenti clou. Sono soprattutto le fasi conclusive di ciascun set a decretare il vincitore. Se Tiafoe è bravo ad intascare il primo parziale, il mancino classe 2002 aggiusta progressivamente il tiro con tre break decisivi negli ultimi giochi di ciascun set. Per completare l’American Dream, Shelton dovrà superare la testa di serie numero 1 del torneo, Alexander Zverev, contro cui è in svantaggio 0-5 negli scontri diretti e ha vinto un solo set in carriera.
“È un’emozione indescrivibile, mamma e papà hanno sacrificato moltissimo perché io potessi raggiungere questa posizione” sono le prime parole del neo-finalista Slam, direttamente dal campo dell’Arthur Ashe. Shelton dedica la vittoria anche alla nonna, scomparsa nel corso del 2026: “Lei è il motivo per cui gioco a tennis, senza di lei non ci sarebbe alcun Ben Shelton qui”. Infine, il classe 2002 lancia un appello ai propri connazionali: “Domenica in finale avrò bisogno di voi, darò tutto in campo. Facciamolo per gli Stati Uniti e, un’ultima cosa, rivolgiamo un pensiero e una preghiera a tutte le famiglie coinvolte nell’11 settembre“.
