Flavio Cobolli sopravvive. Dopo la paura dei primi due set, preoccupanti sia nel risultato che nel modo, il numero uno della spedizione italiana a New York (in seguito all’assenza di Jannik Sinner) supera il primo turno dello US Open 2026 in rimonta su Francisco Comesana con il punteggio di 3-6 2-6 6-3 6-4 6-4. L’inizio è stato a rilento, ma non si può dire che l’azzurro abbia davvero rischiato di perdere il match, se non quando l’argentino si è trovato brevemente in vantaggio all’inizio del quinto set.
Si tratta dunque della prima rimonta da sotto due set a zero per Cobolli, che come visto al Masters 1000 di Cincinnati, sembra attraversare un periodo in cui il suo tennis ha bisogno di cuocere a fuoco lento: difficoltà e sensazioni sballate a inizio match, prima di scaldare corpo e mente e raggiungere il suo livello, quello da top 10.
Superato il primo ostacolo, il numero 6 del mondo si può concentrare sul match di secondo turno, dove affronterà il vincitore tra i qualificati Nishesh Basavareddy e Tristan Schoolkate.
Il match
I primi due parziali sono sembrati un unico, lunghissimo e doloroso set, deciso soprattutto dalla prestazione di Cobolli. L’argentino è stato bravo a riprendersi subito il break di vantaggio nel primo, e ha mosso bene la palla quando ha avuto l’occasione, ma ha anche commesso diversi gratuiti.
Il lato positivo per Cobolli dopo la prima ora e mezza di gioco? Il fatto che aveva abbondantemente nelle corde il necessario per imbastire una rimonta, e così è stato. Dalla prima scintilla, il progresso è stato si lento, ma costante. Non è bastato andare avanti nel terzo, è stato necessario cancellare le numerose occasioni di contro-break, ma piano piano, il romano si è tirato fuori dalle sabbie mobili.
Il livello di gambe, dritto e concentrazione è sembrato quello dell’originale all’incirca dal quarto set, quando la diagonale destra è diventata completamente italiana, e le certezze di Comesana si sono incrinate. Però, come al solito, l’argentino non si è arreso, ritrovando la verve a inizio quinto set, cominciato in vantaggio 2 a 0. Bravo poi Cobolli a ritrovare subito la concentrazione e riportare la partita in equilibrio, chiedendo anche l’aiuto del pubblico, finché la difficoltà della partita è diventata troppo alta per Comesana, portato oltre limite dall’italiano nel momento decisivo.
Minaccia sventata
Grande onore a Comesana, capace di approfittare del tennis dell’avversario nei primi due parziali, che in 10 mesi su 12 (al meglio dei tre set) sarebbero stati sufficienti a battere il numero sei del mondo.
L’argentino ha cominciato l’ultimo Slam stagionale di poco dentro i primi 120 del mondo, ma il suo massimo in carriera è stato di 54 nell’agosto del 2025. Un numero più consono al suo livello di gioco, perlomeno sulla terra battuta: a livello ATP, ha vinto più di una partita nello stesso torneo sul cemento solo una volta, al Masters 1000 di Cincinnati nel 2025, e non è nuovo a imprese Slam: nel 2024 si annunciò al circuito battendo Andrey Rublev a al primo turno di Wimbledon, torneo in cui fu fermato al terzo turno da Lorenzo Musetti.
Quando sono vicine le ATP Finals?
Cobolli è numero quattro della race con 3440 punti, circa a metà strada tra Carlos Alcaraz (3700) e Ben Shelton (3170). Certo, entrambi, e gli altri candidati a esclusione di Arthur Fils, potranno aumentare i rispettivi bottini durante questo US Open, ma alcuni calcoli si possono già immaginare.
Nel 2025 fu Lorenzo Musetti a qualificarsi per ultimo sfruttando il ritiro di Novak Djokovic (arrivato pochi minuti dopo una finale epica all’ATP 250 di Atene 2025 tra i due). Il toscano era arrivato a 3840 punti, mentre l’ottavo posto fu raggiunto da Felix Auger-Aliassime con soli 5 punti in più.
Nel 2024 l’ottavo qualificato fu Alex De Minaur con 3745 punti, somma che gli sarebbe valsa il sesto posto nel 2023, anno in cui il taglio fu a quota 3460 (Holger Rune). L’ultimo anno che prenderemo in esame è il 2022, prima che i dati diventino complicati da comparare a causa del congelamento del ranking dovuto alla pandemia: quell’anno l’ultimo arrivato alla festa fu Taylor Fritz con 3355 punti.
Le stagioni sono diverse fra loro e tutto può accadere nei prossimi mesi, ma si può dire che 3800 punti assomigliano a una quota sufficiente per le Finals, specialmente quest’anno in cui i giocatori dal 4 al 20 del mondo (circa) si stanno spartendo molti dei punti lasciati da Sinner, Alcaraz e Zverev. Per ottenere questi quasi 400 punti che darebbero una ragionevole serenità, a Cobolli ‘basterebbero’ due o tre settimane a pieni giri del motore, con la speranza che una di queste sia proprio a New York.
