Si concludono nel migliore dei modi le due settimane di Elena Rybakina nella ‘Grande Mela’. La kazaka, che da lunedì salirà al primo posto del ranking WTA per la prima volta in carriera, batte Aryna Sabalenka nella finale dello US Open 2026 con il punteggio di 6-4 5-7 6-2 in 2 ore e 21 minuti di gioco. Si tratta del primo titolo della carriera a Flushing Meadows per la classe 1999, il terzo a livello Major dopo i trionfi a Wimbledon 2022 e all’Australian Open 2026. In quel di Melbourne, Rybakina aveva sconfitto proprio la giocatrice bielorussa, che in questo torneo andava a caccia del terzo titolo consecutivo a New York e del quinto Slam della carriera.
Un match fantastico da parte della kazaka, in grado di disinnescare con grande facilità (se non per il passaggio a vuoto nel secondo set) tutte le armi di Sabalenka per vincere il 14esimo titolo in carriera nel circuito maggiore, il terzo del suo indimenticabile 2026 dopo il già citato successo nel primo Slam stagionale e nel WTA 500 di Stoccarda. La vittoria a New York assume ancora più valore se pensiamo che Rybakina era reduce da un serio problema alla caviglia, rimediato durante i quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati, che l’aveva costretta al ritiro, mettendo a rischio la sua presenza nel Major americano.
La partita
In stato di grazia Rybakina nel primo set. Le prime palle break del match (3) per Rybakina arrivano nel terzo gioco, prontamente annullate dalla bielorussa ai vantaggi. Nonostante le difficoltà a trovare la prima di servizio, la kazaka riesce a non concedere alcuna palla break. Funziona alla grande, invece, la risposta con la quale riesce, nel quinto game, a strappare la battuta all’avversaria. Dopo aver vinto a 0 il proprio turno di servizio, Rybakina si conquista un’altra palla break, che però non riesce a sfruttare. Sul punteggio di 5-3 ci prova anche Sabalenka ad impensierire la kazaka, brava a difendersi ai vantaggi e a chiudere il primo parziale nel decimo game giocando un tennis stellare.
È simile il copione nel secondo set, con Rybakina che, ancora nel terzo game, si conquista due chance di break. La bielorussa, però, non molla e, da grande campionessa, riesce a tirarsi fuori dai guai. Gioca molto meglio la bielorussa rispetto a quanto mostrato nel primo parziale e nel decimo game riesce a guadagnarsi le prime due chance di break della sua partita, nonché due set-point, annullati magistralmente dalla kazaka. Il terzo set-point per Sabalenka arriva nel dodicesimo gioco, questa volta capitalizzato dalla bielorussa che pareggia i conti.
Per l’11esima volta su 18 incontri, il match tra le due si decide al terzo set. Parte ancora forte Rybakina che nel primo game si guadagna una palla break e nel terzo riesce a strappare il servizio a Sabalenka. Gestisce la kazaka, praticamente ingiocabile in battuta nonostante un lieve fastidio al polpaccio. In vantaggio 4-2, Rybakina breakka ancora e nell’ottavo game archivia la pratica Sabalenka per il secondo titolo Slam stagionale.
Sabalenka, un’altra sconfitta dolorosa
Qualche rammarico per la nativa di Minsk che, oltre ad aver abbandonato la vetta del ranking dopo 99 settimane consecutive, fallisce il tanto bramato three peat a New York nel giorno della sua ottava finale Slam consecutiva sul cemento (Australian Open 2023-US Open 2026). Lo stesso le era capitato all’Australian Open 2025, in cui arrivava da due trionfi consecutivi, prima di perdere in finale contro la statunitense Madison Keys.
Un’annata altalenante per la bielorussa, cominciata in modo fantastico con il trionfo nel WTA 500 di Brisbane a gennaio e il Sunshine Double completato nel mese di marzo. Dopo il successo nel Masters 1000 di Miami, sono iniziati i problemi e sono arrivate diverse sconfitte pesanti: su tutte, quella subita in rimonta nei quarti di finale del Roland Garros contro la russa Diana Shnaider.
