Chi ben comincia è già a metà dell’opera. E lo sa bene Mattia Bellucci, semplicemente perfetto all’esordio nello US Open 2026. Il bustocco ha agilmente superato Zsombor Piros in tre comodi set 6-4 6-2 6-0 in appena due ore di gioco di gioco. Un ingresso nel torneo morbido e comodo, per certi versi, ma quanto più utile per mettere minuti nelle gambe e ritrovare ritmo in un torneo dello Slam. Dopo la non particolarmente brillante campagna americana che ha preceduto Flushing Meadows, l’azzurro punta a ritrovare condizione sul veloce di New York, cercando di agguantare (e possibilmente superare) il suo miglior risultato nella Grande Mela, raggiunto negli ultimi due anni (secondo turno). Il problema è che l‘ostacolo di prima caratura al prossimo round si chiama Taylor Fritz. Sfida dall’elevatissimo coefficiente di difficoltà. Ma per chi, come Mattia, si esalta nelle battaglie, tutto è possibile.

LA PARTITA

L’azzurro guida il timone del primo set già dai primi scambi. L’ungherese apre con un primo game al servizio a zero, ma al terzo gioco è già costretto a difendersi da due palle break. Preludio proprio di quanto si concretizza al quinto game. Poco altro succede nella prima frazione, con Bellucci che mai rischia nei suoi turni di battuta e, anzi, va vicino al doppio break (Piros annulla due occasioni al settimo gioco). Al secondo set point Mattia firma per il 6-4.

Sulla stessa onda prosegue il secondo set. Più veloci i game dell’italiano al servizio, più lenti e forzati quelli dell’ungherese, costretto a correre ai ripari. Break a zero al terzo gioco, con Bellucci che prende il largo. E break al settimo gioco che è tutto un programma. Quando l’azzurro va a servire per il set Piros balza in avanti e si guadagna due occasioni per strappare la battuta rivale: entrambe rispedite al mittente. Da 15-40 Mattia rimette le cose a posto e chiude 6-2.

Nel terzo parziale Piros termina la benzina nel serbatoio e gioca sulle gambe. Secco 3-0 in apertura e partita che sembra non avere più altro da raccontare. Un timido tentativo di rivalsa c’è al quarto game, ma l’unica palla break conquistata dall’ungherese (e ben annullata da Bellucci) non basta per rientrare in partita. Di lì in poi è solo questione di minuti. Bagel rotondo e testa già proiettata su Taylor Fritz.