“Tra Slam e Masters obbligatori rischiamo di giocare 40 settimane all’anno e infatti vediamo continuamente giocatori infortunati o estremamente stanchi, se non cambia qualcosa sarà sempre peggio“. Carlos Alcaraz, pur non facendo eccessiva polemica, è stato profetico. Lo spagnolo, infatti, si era espresso così al termine della vittoria contro Jaime Faria al secondo turno US Open 2026. Appena una settimana dopo Alexander Blockx, si è visto costretto al ritiro nel corso del quarto di finale contro Karen Khachanov, registrando l’ennesimo forfait dai quarti in poi negli Slam nel 2026. Si tratta di uno sfortunato record: 4 ritiri dai quarti Major in avanti nella stessa stagione, non era mai successo in tutta l’Era Open.
Per quattro volte, infatti, una delle sette partite decisive a livello Slam è stata troncata sul più bello. Il Roland Garros addirittura ha visto disputarsi una sola semifinale per il virus che ha impedito a Matteo Arnaldi di scendere in campo contro Flavio Cobolli. Negli altri tre casi, invece, uno dei contendenti ha dovuto alzare bandiera bianca: Lorenzo Musetti a causa di un guaio muscolare contro Novak Djokovic all’Australian Open, Matteo Berrettini ha dato forfait a Parigi nel derby dei quarti contro Arnaldi e ora Alexander Blockx il cui corpo “ha semplicemente ceduto“.
Battaglia politica
La situazione inizia ad essere allarmante, soprattutto quando ad esporsi è uno dei volti più rappresentativi del momento. Alcaraz, infatti, non ha nascosto l’intenzione di prendere delle pause nel corso del 2027, arrivando addirittura a vedere il lato positivo del proprio infortunio. Il murciano ha detto che lo stop gli ha fatto bene per ricaricare le batterie e, pur ammettendo di non volersi più fermare per un problema fisico e per così tanto tempo (4 mesi e mezzo lontano dai campi), ha ribadito i suoi piani per il futuro.
I giocatori chiedono interventi sul calendario già da tempo, denunciando proprio dei ritmi troppo serrati e un costante allungamento dei tornei all’insegna del “the show must go on“. Dopo i primi passi ottenuti sul fronte montepremi e l’istituzione del Grand Slam Player Advisory Council, è verosimile che i protagonisti del grande tennis proseguano la battaglia politica per un adeguamento dei calendari e delle norme ATP e WTA che consenta loro un recupero congruo tra un impegno e l’altro.
